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Discussione: The climate change discussion

  1. #2531
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    Scienze In Groenlandia il mercurio trasportato dai ghiacciai finisce nei fiumi e poi in mare


    I fiumi della Groenlandia hanno alte concentrazioni di mercurio: il metallo proviene dalle rocce ed è trasportato dai ghiacciai. I rischi per l'ambiente e per l'uomo.


    Brutte notizie dalla Groenlandia: nella zona sud-occidentale di quest'isola – che, ricordiamo, fa parte del Regno di Danimarca – enormi quantità di mercurio stanno finendo nei fiumi e quindi in mare.
    In questo caso, però, l'uomo non ha colpe: il mercurio in questione proviene da rocce metamorfiche che contengono questo metallo in concentrazioni non tali da favorire lo sviluppo di attività estrattive, ma sufficienti da inquinare l'acqua in modo preoccupante.

    QUAL È IL RISCHIO. Il motivo della preoccupazione deriva dalla circostanza che questo metallo tossico può accumularsi negli animali marini, che a loro volta costituiscono una componente fondamentale della dieta delle comunità locali.
    Le rocce contenenti mercurio, in Groenlandia coprono grandi aree. I ghiacciai che lentamente scorrono dal cuore della grande isola verso il mare, "macinano" le rocce sottostanti e intrappolano particelle di mercurio che vengono trasportate e infine rilasciate nella loro acqua di fusione.

    DUE SPEDIZIONI. Lo studio è stato realizzato da Jon Hawkings della Florida State University e da suoi colleghi, i quali hanno analizzato l'acqua di disgelo che scorre dal margine sud-occidentale della calotta glaciale groenlandese. I ricercatori hanno realizzato due spedizioni in Groenlandia, nel 2015 e nel 2018, durante le quali hanno raccolto campionida tre fiumi che ricevono fino a 800 metri cubi di acqua al secondo dalla calotta glaciale della Groenlandia. I loro risultati sono stati pubblicati su Nature geoscience.

    CONFRONTI. Spiega Hawkings: «Le concentrazioni di mercurio in questa regione sono almeno 10 volte superiori a quelle di un fiume "medio". Ciò significa che l'acqua di disgelo è ricca di mercurio come alcuni fiumi altamente inquinati, anche se in questo caso il mercurio non è stato introdotto nell'acqua dagli esseri umani».
    Dai calcoli effettuati risulta che dalla Groenlandia arrivano in mare fino a 42 tonnellate di mercurio all'anno, che costituisce circa il 10 per cento di quello che tutti i fiumi del Pianeta, messi insieme, portano negli oceani.
    Le concentrazioni di mercurio sono tra le più alte mai registrate nella letteratura scientifica per acque naturali non contaminate dall'attività umana. Il mercurio è uno degli elementi centrali della preoccupazione globale a causa della sua tossicità. «Tra l'altro», avverte Hawkings, «man mano che sale lungo la catena alimentare, il mercurio diventa più concentrato» e poiché in cima alla catena c'è l'uomo, il problema risulta estremamente grave.

    L'articolo originale da Focus.it
    Ultima modifica di Fabio93; 29 May 2021 alle 15:19

  2. #2532
    FISICO DELL' ATMOSFERA - RESPONSABILE SCIENTIFICO METEOLAND L'avatar di Andrew
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    LE CORRELAZIONI TRA FASI LUNARI E JET STREAM - [ by courtesy of R.M. Climate Research - ]

  3. #2533
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    LE CORRELAZIONI TRA FASI LUNARI E JET STREAM - [ by courtesy of R.M. Climate Research - ]
    Però non ho capito bene in quali fasi lunari si ha un jet stream più ondulato o più teso

  4. #2534
    FISICO DELL' ATMOSFERA - RESPONSABILE SCIENTIFICO METEOLAND L'avatar di Andrew
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    Facciamo ora una distinzione tra Luna Nuova e Piena; le maree di novilunio agiscono prettamente sui mari/atmosfera settentrionali e polari, invece le maree di plenilunio soprattutto sulla fascia tropicale/equatoriale. Di conseguenza durante le fasi di novilunio viene dilatata e deviata la corrente a getto polare, favorendone l’ondulazione. Ciò si traduce, spesso, in tempo freddo e/o perturbato per l’Europa circa 7/9 giorni dopo il novilunio. La Luna piena sollecita invece la corrente a getto sub-tropicale e favorisce rimonte anticicloniche sull’Europa. Tuttavia non sempre è cosi: se la luna nuova è all’apogeo o in vicinanza, l’effetto sulla corrente a getto sarà minimo, e quindi seppur rimarrà probabile un peggioramento del tempo, esso sarà debole e transitorio. Invece, una Luna Piena al perigeo può comunque produrre importanti cambiamenti meteo, in quanto la corrente a getto sub-tropicale può essere spinta fin sul Polo Nord, determinando così discese fredde in Europa (o comunque un netto peggioramento meteo). Se si desidera avere un’ondata di gelo, la luna nuova al perigeo rimane il top. Un evento simile accadde il 10 gennaio del 2005, quando il novilunio coincise addirittura col perigeo al minimo (356mila km circa). 7 giorni dopo il vortice polare andò in split e per l’Europa iniziò una lunga fase gelida e nevosa. Anche nel 1956, novilunio il 27 gennaio, perigeo il 26 gennaio (358mila km circa) e ondata di gelo dal 2 febbraio. Nel 1708, abbiamo avuto una luna nuova al perigeo tra il 26 ed il 27 dicembre. Se ad esempio vediamo la Luna Piena il giorno dopo il perigeo minimo del 1 gennaio 2018 (super Moon), vediamo nei giorni seguenti un blocco anticiclonico formarsi sulla Scandinavia e ed un intenso raffreddamento di tutto il comparto russo e asiatico. Tuttavia il freddo non è riuscito ad arrivare in Europa; se invece di una fase di Plenilunio avessimo avuto il suo opposto, l’anti-zonalità sarebbe stata maggiore ed il gelo sarebbe probabilmente sfociato nel Vecchio Continente. Una luna piena all’apogeo in estate è associata a rimonte dell’alta pressione africana sull’Europa centro-meridionale.
    Capitolo eclissi
    Le eclissi, specie se totali, hanno un’influenza maggiore del perigeo o dell’apogeo in una previsione.
    Specie se totali, esplicitano un’intensa azione sull’atmosfera e sugli oceani. Prendendo ad esempio l’eclissi di Luna blu al perigeo del 31 gennaio, vediamo come febbraio sia stato freddo e nevoso su gran parte d’Europa, ma soprattutto l’eccezionale stratwarming del 13/14 febbraio, con split del VP. E guarda caso, proprio nei giorni subito dopo l’eclissi i modelli incominciavano ad inquadrare lo split, in una situazione che ricorda il gennaio 2005. Poi l’eclissi parziale del 15 febbraio è stata determinante per trascinare il gelo in Europa.
    Importante da menzionare in quanto recente, l’eclissi totale solare del 21 agosto 2017. Poco dopo di essa si è assistito allo sviluppo di forti uragani in Atlantico (Harvey, Irma), e ad un tempo molto perturbato in Europa ed in Italia da fine agosto e per buona parte di settembre. Tra l’altro l’eclissi è avvenuta vicina al perigeo del 18 agosto. Una eclissi totale di Sole alla fine di dicembre in futuro, potrebbe regalarci un lunghissimo inverno polare.
    Riportando l’evento di El Niño recente del 2015, abbiamo avuto il 20 marzo c.a. un’eclissi totale di Sole a 12 ore da un perigeo piuttosto ravvicinato (357000 km), per di più in corrispondenza della marea equinoziale. 15/20 giorni dopo inizia a comparire El Nino. Ritengo personalmente che la straordinaria forzante gravitazionale generata, abbia scatenato violente eruzione di più vulcani sottomarini nel Pacifico (dove ce ne sono a centinaia), originando un fenomeno ENSO positivo eccezionale. Rimanendo in tema, ricordo come il 5 maggio 1883 ci fu un’eclissi totale di Sole ed il 20 maggio iniziò l’eruzione del Krakatoa.
    Gli esempi sopracitati dimostrano come le eclissi totali producano effetti di disturbo duraturi sulla corrente a getto (e non solo).

    I nodi e la declinazione
    La Luna nella sua orbita si sposta rispettivamente dal nodo settentrionale a quello meridionale (in riferimento all’Equatore terrestre) e viceversa in un periodo di circa un mese. Da studi effettuati su tali movimenti, il muoversi dal nodo settentrionale a quello meridionale determina una rarefazione dell’atmosfera terrestre, che provoca un calo di circa 0,13 C° della temperatura dell’emisfero boreale.
    Al contrario, spostandosi dal nodo meridionale a quello settentrionale, si ha una compressione dell’atmosfera, che determina un aumento di circa 0,12 C°.
    Un altro fattore importante per quantificare l’effetto del nostro satellite sul sistema terrestre è la declinazione. La Luna compiendo il suo moto intorno alla Terra, cambia nel tempo la sua angolazione, passando da un minimo di 18.1°, ad un massimo di 28.7° circa, ogni 9,3 anni circa. Più l’inclinazione è elevata, maggiore è la pressione gravitazionale sul nostro Pianeta. L’ultima fase di declinazione massima l’abbiamo avuta nel 2006, e l’inverno 2005/06 ha visto una lunga e persistente fase negativa dell’indice AO, la più duratura del XXI secolo. Anche l’attività sismica/vulcanica aumenta nelle fasi lunari di massima declinazione. Se vediamo anni vicini al 2006, abbiamo fasi di El Niño in frequenza superiore alla norma (2003, 2005, 2007, 2009) un anno si e uno no, contro una media di una volta ogni 3,4 anni. Anche intorno al 1988, altro anno con angolazione lunare massima, abbiamo avuto un’impennata di fasi ENSO positive (1987, 1989/90, 1992/93). El Niño voglio ricordare che è strettamente correlato all’attività vulcanica (rimane comunque determinante il ruolo dell’attività solare sul campo magnetico e quindi sull’attività sismica e vulcanica).​Riassumendo
    La Luna durante l’anno ha due fasi di perigeo, della durata di 3 mesi ciascuno; viceversa ha anche 2 fasi di apogeo, di durata uguale. I mesi in presenza di apogei hanno maggiori probabilità di vedere maggiori fasi anticicloniche o comunque una scarsità di eventi meteo rilevanti. Nei mesi al perigeo è facile invece osservare un tempo atmosferico molto dinamico, ed una maggiore concentrazione di eventi meteo estremi.
    Nelle fasi di apogeo si assiste ad una diminuzione dell’attività sismica/vulcanica; al contrario, nei periodi di perigeo si assiste ad un picco della stessa.
    Divertitevi ora a fare da voi le previsioni del tempo con questo metodo. Cercando in rete, troverete i calendari lunari con tutte le eclissi e le fasi di perigeo, apogeo, declinazione minima e massima.


  5. #2535
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    LA PENISOLA ANTARTICA SI RISCALDA A CAUSA DEL CALORE NEL MARE DI TASMANIA


  6. #2536
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    Verso un global cooling?

    A marzo scorso, l’autorevole centro di ricerche statunitense Global Weather Oscillations, del Dott. David Dilley, ha pubblicato nuove previsioni climatiche per i prossimi anni.
    Arrivano conferme come da quest’anno inizierà una nuova era climatica. Dalla fine del 2019 le fasi di luna piena hanno cominciato a muoversi verso nord, e questo determinerà una graduale rarefazione dell’atmosfera, con conseguente abbassamento delle temperature globali. Gli stessi cambiamenti nell’orbita lunare, favoriranno un aumento di ondulazioni della corrente a getto. L’attività solare ha anch’essa cominciato ad essere molto bassa dal 2019 (inizio minimo vero e proprio).

    La fase di raffreddamento può dirsi inaugurata l’ inverno passato, testimoniata da un vortice polare molto freddo e profondo. Il ghiaccio sia nello stretto di Bering che nel Mare di Barents/ est Groenlandia è tornato in media o sopra media. Anche in Groenlandia si registra un incremento del ghiaccio accumulato; temperature spesso sotto media si sono avute in Groenlandia, Canada, Alaska e zona delle Svalbard, con alcuni record infranti.
    Il primo inverno freddo degno di nota in Europa dovrebbe aversi durante la prossima stagione invernale, 2020-21. La stagione calda inizierà ad accorciarsi, divenendo più fresca ed instabile (ghiacciai catene montuose in espansione).
    Il raffreddamento globale diventerà rapido ed intenso a partire dal 2023-24, in concomitanza con una Nina extra strong. Da tale periodo inizieranno a raffreddarsi consistentemente anche gran parte degli oceani mondiali.

  7. #2537
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    2020, inizio fase discendente temperature globali
    Il centro di ricerca statunitense ritiene inoltre probabile nel breve termine una potente eruzione vulcanica (Vei 7), in quanto in netto ritardo nei tempi di ritorno. Non si esclude un supervulcano.
    Probabili carenze di cibo ed energia a partire dal 2025.
    Non sono previste ondate di acqua calda verso l’oceano Artico, (dovute anch’esse a fenomeni mareali luni-solari) per i prossimi 10 anni almeno. Le stesse, avutesi con frequenza di 9-10 anni, hanno favorito il ritiro del ghiaccio in Artico dal 1990 al 2012.Ghiaccio Artico senza disturbi dal basso quindi e previsto così in forte espansione.
    In sostanza, il raffreddamento è ormai arrivato e sarà sempre più pressante?

  8. #2538
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    Citazione Originariamente Scritto da Andrew Visualizza Messaggio
    Facciamo ora una distinzione tra Luna Nuova e Piena; le maree di novilunio agiscono prettamente sui mari/atmosfera settentrionali e polari, invece le maree di plenilunio soprattutto sulla fascia tropicale/equatoriale. Di conseguenza durante le fasi di novilunio viene dilatata e deviata la corrente a getto polare, favorendone l’ondulazione. Ciò si traduce, spesso, in tempo freddo e/o perturbato per l’Europa circa 7/9 giorni dopo il novilunio. La Luna piena sollecita invece la corrente a getto sub-tropicale e favorisce rimonte anticicloniche sull’Europa. Tuttavia non sempre è cosi: se la luna nuova è all’apogeo o in vicinanza, l’effetto sulla corrente a getto sarà minimo, e quindi seppur rimarrà probabile un peggioramento del tempo, esso sarà debole e transitorio. Invece, una Luna Piena al perigeo può comunque produrre importanti cambiamenti meteo, in quanto la corrente a getto sub-tropicale può essere spinta fin sul Polo Nord, determinando così discese fredde in Europa (o comunque un netto peggioramento meteo). Se si desidera avere un’ondata di gelo, la luna nuova al perigeo rimane il top. Un evento simile accadde il 10 gennaio del 2005, quando il novilunio coincise addirittura col perigeo al minimo (356mila km circa). 7 giorni dopo il vortice polare andò in split e per l’Europa iniziò una lunga fase gelida e nevosa. Anche nel 1956, novilunio il 27 gennaio, perigeo il 26 gennaio (358mila km circa) e ondata di gelo dal 2 febbraio. Nel 1708, abbiamo avuto una luna nuova al perigeo tra il 26 ed il 27 dicembre. Se ad esempio vediamo la Luna Piena il giorno dopo il perigeo minimo del 1 gennaio 2018 (super Moon), vediamo nei giorni seguenti un blocco anticiclonico formarsi sulla Scandinavia e ed un intenso raffreddamento di tutto il comparto russo e asiatico. Tuttavia il freddo non è riuscito ad arrivare in Europa; se invece di una fase di Plenilunio avessimo avuto il suo opposto, l’anti-zonalità sarebbe stata maggiore ed il gelo sarebbe probabilmente sfociato nel Vecchio Continente. Una luna piena all’apogeo in estate è associata a rimonte dell’alta pressione africana sull’Europa centro-meridionale.
    Capitolo eclissi
    Le eclissi, specie se totali, hanno un’influenza maggiore del perigeo o dell’apogeo in una previsione.
    Specie se totali, esplicitano un’intensa azione sull’atmosfera e sugli oceani. Prendendo ad esempio l’eclissi di Luna blu al perigeo del 31 gennaio, vediamo come febbraio sia stato freddo e nevoso su gran parte d’Europa, ma soprattutto l’eccezionale stratwarming del 13/14 febbraio, con split del VP. E guarda caso, proprio nei giorni subito dopo l’eclissi i modelli incominciavano ad inquadrare lo split, in una situazione che ricorda il gennaio 2005. Poi l’eclissi parziale del 15 febbraio è stata determinante per trascinare il gelo in Europa.
    Importante da menzionare in quanto recente, l’eclissi totale solare del 21 agosto 2017. Poco dopo di essa si è assistito allo sviluppo di forti uragani in Atlantico (Harvey, Irma), e ad un tempo molto perturbato in Europa ed in Italia da fine agosto e per buona parte di settembre. Tra l’altro l’eclissi è avvenuta vicina al perigeo del 18 agosto. Una eclissi totale di Sole alla fine di dicembre in futuro, potrebbe regalarci un lunghissimo inverno polare.
    Riportando l’evento di El Niño recente del 2015, abbiamo avuto il 20 marzo c.a. un’eclissi totale di Sole a 12 ore da un perigeo piuttosto ravvicinato (357000 km), per di più in corrispondenza della marea equinoziale. 15/20 giorni dopo inizia a comparire El Nino. Ritengo personalmente che la straordinaria forzante gravitazionale generata, abbia scatenato violente eruzione di più vulcani sottomarini nel Pacifico (dove ce ne sono a centinaia), originando un fenomeno ENSO positivo eccezionale. Rimanendo in tema, ricordo come il 5 maggio 1883 ci fu un’eclissi totale di Sole ed il 20 maggio iniziò l’eruzione del Krakatoa.
    Gli esempi sopracitati dimostrano come le eclissi totali producano effetti di disturbo duraturi sulla corrente a getto (e non solo).

    I nodi e la declinazione
    La Luna nella sua orbita si sposta rispettivamente dal nodo settentrionale a quello meridionale (in riferimento all’Equatore terrestre) e viceversa in un periodo di circa un mese. Da studi effettuati su tali movimenti, il muoversi dal nodo settentrionale a quello meridionale determina una rarefazione dell’atmosfera terrestre, che provoca un calo di circa 0,13 C° della temperatura dell’emisfero boreale.
    Al contrario, spostandosi dal nodo meridionale a quello settentrionale, si ha una compressione dell’atmosfera, che determina un aumento di circa 0,12 C°.
    Un altro fattore importante per quantificare l’effetto del nostro satellite sul sistema terrestre è la declinazione. La Luna compiendo il suo moto intorno alla Terra, cambia nel tempo la sua angolazione, passando da un minimo di 18.1°, ad un massimo di 28.7° circa, ogni 9,3 anni circa. Più l’inclinazione è elevata, maggiore è la pressione gravitazionale sul nostro Pianeta. L’ultima fase di declinazione massima l’abbiamo avuta nel 2006, e l’inverno 2005/06 ha visto una lunga e persistente fase negativa dell’indice AO, la più duratura del XXI secolo. Anche l’attività sismica/vulcanica aumenta nelle fasi lunari di massima declinazione. Se vediamo anni vicini al 2006, abbiamo fasi di El Niño in frequenza superiore alla norma (2003, 2005, 2007, 2009) un anno si e uno no, contro una media di una volta ogni 3,4 anni. Anche intorno al 1988, altro anno con angolazione lunare massima, abbiamo avuto un’impennata di fasi ENSO positive (1987, 1989/90, 1992/93). El Niño voglio ricordare che è strettamente correlato all’attività vulcanica (rimane comunque determinante il ruolo dell’attività solare sul campo magnetico e quindi sull’attività sismica e vulcanica).​Riassumendo
    La Luna durante l’anno ha due fasi di perigeo, della durata di 3 mesi ciascuno; viceversa ha anche 2 fasi di apogeo, di durata uguale. I mesi in presenza di apogei hanno maggiori probabilità di vedere maggiori fasi anticicloniche o comunque una scarsità di eventi meteo rilevanti. Nei mesi al perigeo è facile invece osservare un tempo atmosferico molto dinamico, ed una maggiore concentrazione di eventi meteo estremi.
    Nelle fasi di apogeo si assiste ad una diminuzione dell’attività sismica/vulcanica; al contrario, nei periodi di perigeo si assiste ad un picco della stessa.
    Divertitevi ora a fare da voi le previsioni del tempo con questo metodo. Cercando in rete, troverete i calendari lunari con tutte le eclissi e le fasi di perigeo, apogeo, declinazione minima e massima.

    Estremamente interessante e dimostra come effettivamente i fattori astronomici e le dinamiche lunari giochino un ruolo seppure indiretto sul tempo e sul clima. Penso poi che questo sia un decennio cruciale per vedere una quantomeno parziale inversione di tendenza climatica.

  9. #2539
    ADMIN AND WEATHER EXPERT L'avatar di Fulvio
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    Questa una bomba che necessita di conferme e diffusione.

  10. #2540
    FISICO DELL' ATMOSFERA - RESPONSABILE SCIENTIFICO METEOLAND L'avatar di Andrew
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    Grazie per i quasi seicentomila [ 600.000 !!! ] accessi !!!

    GRAZIE DAVVERO A TUTTI ! Cercheremo sempre di far meglio x voi.

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