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Il cumulonembo, come abbiamo accennato già in precedenza, presenta al suo interno forti correnti ascensionali che, dal suolo, salgono verticalmente all'interno del corpo della nube fino a raggiungere il limite della troposfera; limite oltre il quale si ha il cosiddetto fenomeno di "ghiacciamento" che porta alla formazione dell'incudine. La parte della nube interessata dalla corrente ascensionale si chiama updraft, mentre la corrente ascensionale non ancora arrivata all'interno del corpo del cumulonembo prende il nome di inflow. L'updraft , raggiunta una certa quota si raffredda e, divenendo più pesante, inizia a cadere dalla nube verso il suolo (la zona della nube interessata da questa corrente discendente, derivante quindi dall'updraft, viene denominata downdraft) e quest'ultimo, una volta uscito dalla nube temporalesca, prende il nome di outflow; L'outflow è anche l'area dove si hanno solitamente le precipitazioni più intense. Ad un certo punto L'outflow in fuoriuscita dalla nube temporalesca andrà raffreddando l'aria circostante interferendo così con l'inflow entrante nella nube. Questa fase darà inizio alla morte del cumulonembo e quindi anche del temporale che presto non arrecherà nemmeno più precipitazioni. L'inflow quindi è essenziale per la vita del temporale, senza quest'ultimo non potrebbe avere origine l'intera struttura del cumulonembo. La zona di delimitazione fra l'outflow e l'inflow prende il nome di gust front (fronte delle raffiche) ed è la zona del temporale dove il vento raggiunge la velocità maggiore.  Schema semplificato della struttura interna del temporale (fonte: Fenomenitemporaleschi.it) : Notare il flusso ascendente di inflow, esterno alla nube, l'updraft che da' origine all'incudine e che poi discende dando origine al downdraft e all'outflow con le precipitazioni annesse, e il gust front fra l'area di inflow ed outflow. Nelle Supercelle, che come abbiamo detto vengono anche definite mesocicloni, l'updraft ruota continuamente in senso anti-orario e proprio questa caratteristica è sempre presente in tutti i sistemi supercellulari. Michele Rossi
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