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Risultati da 11 a 20 di 42

Discussione: INIZIA L' INVERNO 21' / 22' : SOLITA SOLFA o PIÙ RIGIDO .. VEDIAMO

  1. #11
    Andrew
    Guest

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    Questi cambiamenti nella circolazione atmosferica influenzano le condizioni climatiche della superficie. Durante il PNA positivo, una grande cresta anomala di alta pressione sul Canada provoca un minor numero di epidemie di aria fredda sull'Alaska, Canada e la fascia settentrionale degli Stati Uniti (l'opposto è vero per il PNA negativo... brrrr!). Il Texas, il sud-est degli Stati Uniti e la maggior parte della costa orientale tendono a diventare più freddi grazie all'anomala depressione della bassa pressione su questa regione.
    Un PNA positivo è anche legato all'aumento delle precipitazioni vicino al Golfo del Messico e alla Florida e su gran parte della costa meridionale dell'Alaska, mentre diminuiscono le precipitazioni sulle valli dell'Ohio e del Tennessee, che si estendono fino ai Grandi Laghi e sul Pacifico nord-occidentale e Montagne Rocciose del Nord.
    Questo mi porta a un problema molto importante, ma non spesso discusso, della variabilità climatica e della sua previsione, ovvero che una grossa fetta dell'ANP è guidata internamente. A molte persone non piace discutere di questa variabilità interna perché (a) voglio dire, onestamente, riesci a pensare a un termine più noioso o confuso? e (b) è generalmente considerata la parte del clima che non possiamo prevedere. È legato al caos, all'incertezza e a tutte le cose che rendono difficile dormire la notte. Chi ha voglia di parlare di che ?
    Un ottimo esempio di ciò è nel post sul blog che Tom ha scritto di recente in cui ha sottolineato che c'era un modello PNA negativo prominente durante il febbraio 2019 (per confrontare, capovolgere mentalmente i colori nelle immagini sopra), che, beh, in qualche modo interrotto l'outlook invernale perché non previsto in anticipo.
    In questo contesto, per variabilità interna si intendono meccanismi e processi fisici interni all'atmosfera. Non esiste una chiara "forzatura" come anomalie della temperatura della superficie del mare più calde della media o una massiccia eruzione vulcanica che può essere osservata in anticipo e quindi la sua influenza prevista a causa di un noto processo di causa ed effetto. Di tanto in tanto il modello PNA diventerà più prominente o cambierà stato e semplicemente non sappiamo perché (5). Lo fa solo perché l'atmosfera è un luogo selvaggio e folle.
    Il PNA è considerato il secondo modello "principale" dell'emisfero settentrionale, con l' oscillazione artica o l' oscillazione del Nord Atlantico al primo posto perché descrive leggermente più variazioni atmosferiche attraverso l'emisfero. Ma ci sono altre "posizioni preferite" dell'atmosfera, e speriamo di coprire più di questi modelli climatici in modo più dettagliato qui sul blog dell'ENSO e su climate.gov , quindi restate sintonizzati!

  2. #12
    Andrew
    Guest

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    SEGUIRE IL VIDEO [ x chi intende approfond. e capire meglio le dinamiche attuali, senza poi chiedersi perche' o meno, vada in un certo modo ! ] -https://youtu.be/8J4uw0UrTRw

  3. #13
    Andrew
    Guest

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    La caratteristica scala spaziale di queste onde stazionarie di Rossby (conosciuta come lunghezza d'onda stazionaria di Rossby) gioca un ruolo importante in molti problemi, non solo nella risposta al riscaldamento tropicale. Ad esempio, circa mezza lunghezza d'onda si adatta agli Stati Uniti continentali. Quindi, quando le condizioni sono tali da favorire un flusso anomalo verso i poli nella metà occidentale del Paese, non è insolito che vi sia un flusso anomalo verso l'equatore nell'altra metà. Non ci sono temperature in questo modello, ma puoi immaginare di sovrapporre questo flusso su un gradiente di temperatura da equatore a polo con i flussi verso l'equatore e verso il polo che avvertono in aria fredda e calda.

    Il ruolo delle teleconnessioni nella risposta extratropicale all'ENSO è stato chiarito dall'analisi osservazionale di Horel e Wallace 1980 combinata con il lavoro teorico di Hoskins e collaboratori sopra menzionato – vedi Trenberth et al 1998per una recensione. La figura seguente è un esempio della simulazione di queste teleconnessioni ENSO a onde Rossby in un GCM atmosferico che corre sulle temperature della superficie del mare osservate. Queste sono proiezioni polari della regressione del geopotenziale vorticoso a 200 mb (l'altezza della superficie di pressione di 200 mb con la media zonale rimossa) su un indice di temperatura della superficie del mare ENSO - per dicembre/gennaio/febbraio con l'emisfero settentrionale a sinistra e l'emisfero australe sulla destra. I rossi sono alti (anticiclonici in NH) e blu bassi (ciclonici in NH). Il modello è in alto e le osservazioni della rianalisi in basso. (Questa altezza di una superficie di pressione può anche essere pensata come proporzionale alla funzione del flusso.) I risultati provengono dal modello atmosfera/terreno AM2.1 di GFDL. Il treno d'onda meridionale riceve meno attenzione rispetto alla sua controparte settentrionale, ma tra le altre cose svolge un ruolo nel collegare le tendenze nel Pacifico allo schema del cambiamento di temperatura intorno all'Antartide.

  4. #14
    Andrew
    Guest

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    NON ELUDIAMO L'ATTIVITA' SOLARE CHE LA FONTE PRINCIPALE CLIMATICA - ECCONE L'UPDATE
    Numero di macchie solari [COLOR=rgba(var(--bs-primary-rgb), var(--bs-text-opacity)) !important]
    [/COLOR]
    37

    -24
    Nuove regioni
    0

    -2
    Flusso radio solare da 10,7 cm
    86

    -4
    Rotazione di Carrington
    2251

    Regioni con macchie solari

    Regione Numero di
    macchie solari
    Classe
    Magn.
    Classe
    Spot
    2898 1 HSX
    2900 3 CSO
    2902 7 DRO

  5. #15
    Andrew
    Guest

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    L’ultima parte del mese di Novembre è stata così caratterizzata da una configurazione con anomalie negative di geopotenziale sull’Europa Settentrionale (SCAND-), una tipologia di pattern che, in accordo con recenti studi, compare in seguito alla propagazione verso il basso degli “influssi” stratosferici come quello che abbiamo appena sperimentato.
    Secondo la recente letteratura, confermata da riscontri fattuali, la permanenza di questa tipologia di pattern favorisce l’incremento delle velocità zonali, che difatti in meno di 20 giorni sono all’incirca raddoppiate.
    La discesa artica di fine novembre, avente come obiettivo la penisola italiana e non l’area balcanica, rappresenta una sorta di “mediazione” tra la fase precedente il rinforzo del vortice polare e un indice NAO che, in base a diversi parametri troposferici, non è “predisposto” a portarsi verso valori francamente positivi, come invece era propenso a fare nelle ultime stagioni invernali, in particolare fino al 2019/2020.
    MESE DI DICEMBRE
    Nel corso del mese di novembre, dopo una fase caratterizzata da una conformazione del Vortice Polare Troposferico esemplificativa di un dipolo artico negativo (AD-), le anomalie negative di geopotenziale si sono concentrate a ridosso dell’Artico orientale, con i minimi localizzati tra la penisola scandinava e la Russia occidentale e prevalentemente disposti con asse Ovest-Est.
    Tuttavia, proprio l’incremento del gradiente meridionale di calore (meridional heat flux) testimoniato dalla ripresa dell’attività della Madden Julian Oscillation (MJO) porterà ad inizio del mese di dicembre e probabilmente per tutta la prima decade del mese un progressivo cambiamento nell’assetto circolatorio, non solo in troposfera ma anche in stratosfera, andando a disturbare un vortice fortemente approfondito a tutte le quote e rinforzato in modo particolare dalla media stratosfera verso i piani più bassi.
    A motivo di questo, si ritiene che la ripresa del heat and momentum flux possa rivelarsi temporaneamente prevalente su w1 (una sola cresta d’onda) e nettamente divergente sulla seconda cresta d’onda, contestualmente al transito in fase 6 della MJO in troposfera.
    A causa delle masse di vorticità potenziale strutturate dalla media troposfera (da 30 hPa) fino ai piani isobarici inferiori, la compressione della massa del VPS dovrebbe favorire una moderata trasmissione di moto zonale ed un progressivo allineamento delle masse artiche verso il comparto euro-atlantico.
    Da questa azione dovrebbe derivare una forzatura anche sul segno della NAO, che potrebbe attestarsi temporaneamente su valori moderatamente positivi.
    La soppressione della seconda onda dovrebbe comunque risultare limitata nel tempo, già entro fine della prima decade dovremmo avere una nuova attivazione di deboli disturbi a carico di entrambe le onde con vortice polare stratosferico che andrebbe a“stirarsi” con asse Canada-siberia centrale. Nel frattempo in troposfera dovremmo ancora smaltire gli effetti della precedente trasmissione di moto ma con effetti meno impattanti e possibilità di avere debole attività d’onda proprio sulla zona europea.
    Qualche modifica più sostanziale dovrebbe intervenire a partire da metà mese, quando la progressiva traslazione della MJO verso una fase 7-8 dovrebbe riportare il segno della NAO su valori neutri o debolmente negativi, con attività d’onda in ripresa anche sull’oceano Pacifico e buona trasmissione fino in Atlantico.
    Questo tipo di circolazione dovrebbe caratterizzare per buona parte il proseguo del mese di dicembre.
    Prospecting -
    Con il panorama sopra descritto, si dovrebbe prospettare una primissima parte del mese di dicembre (i primi 5/7 giorni) caratterizzata da moderate oscillazioni del jet stream sul comparto euro-atlantico. Visti i massimi di GPT posizionati saldamente sull’Est Atlantico, è lecito attendersi un’alternanza di distensioni dell’alta pressione verso il Mediterraneo intervallata a cavi d’onda che potrebbe interessare maggiormente il Centro est Europa/ Balcani e, marginalmente, i settori più orientali della penisola italiana.
    L’evoluzione di questo pattern dovrebbe vedere intorno alla fine della prima decade una progressiva meridianizzazione dell’asse dell’alta pressione, con il passaggio a condizioni meteorologiche sulla penisola via via più stabili. Non è escludibile, in questo contesto, un interessamento delle zone orientali da parte di correnti fredde dall’est Europa. Qualche mutamento rispetto questo scenario è da mettere in conto nella seconda parte del mese di dicembre, quando la progressione della MJO verso le fasi 7-8 dovrebbe contribuire a un indebolimento del presidio dell’alta pressione proprio a ridosso dell’Europa meridionale, grazie anche all’infiltrazione di correnti fredde da Nord-Est di provenienza russa o balcanica.
    In questo assetto, l’alta pressione sul comparto euro-atlantico dovrebbe posizionarsi a latitudini più elevate, lasciando l’Europa meridionale più esposta agli influssi di correnti fredde e a tratti instabili.

  6. #16
    Andrew
    Guest

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    Gennaio - Non uno scenario di gelo al momento......ma attenzione .... : puo' modificarsi all'improvviso e a mio avviso lo fara' !!

  7. #17
    Andrew
    Guest

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    PER ME VI SARA' UN AZIONE CONTINENTALE ENTRO LA FINE 2A DEC. /INIZI 3A --


  8. #18
    Andrew
    Guest

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    MA SARA' A FEBBRAIO [ ancora 1 volta.. .. ] CHE ASSISTEREMO AD UN ANOMALY COME QUESTA :

  9. #19
    Andrew
    Guest

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    Per ora è tutto cari amici e lettori , non mancheranno 2 -3 fasi importanti, della cui intensita' potremmo averne certezze soltanto a pochi gg. dall'evento e /o eventi.
    APPARE QUINDI SUPERFLUO E NON VERITIERO SOPRATT. OGGI , SOSTENERE CON QUALE FENOMENOLOGIA E DI QUALE SPECIE POSSANO ESSERE QUESTE AVVEZIONI.

    MA RESTA IL FATTO CHE L'AGGIORNAMENTO SARA' COSTANTE E DI QUESTO POTETE STARNE CERTI.

    INFATTI IL PRX LO FAREMO A RIDOSSO DELLE FESTIVITA'. - PER ORA E' TUTTO , grazie dell'attenzione -- Andrew - Fis. dell'Atmosfera -

  10. #20
    MODERATORE ESPERTO L'avatar di Fabio93
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    Grazie mille dell'analisi precisa e puntuale :-)

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