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Discussione: Caldo eccezionale nel north emisfero: Vittime , t° peggio del 2003 !!

  1. #1
    FISICO DELL' ATMOSFERA - RESPONSABILE SCIENTIFICO METEOLAND L'avatar di Andrew
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    Predefinito Caldo eccezionale nel north emisfero: Vittime , t° peggio del 2003 !!

    I VARI ENTI PREPOSTI SE SI VUOL ESCLUDERE L'I.P.C.C. , TANTO ENUNCIATO , CRITICATO PER PRESUNTI O MENO "APPROCCI" POLITICI , HANNO CMQ IN QUESTI GIORNI DICHIARATO LE STESSE IDENTICHE COSE E FATTI DELL'INTERGOVENAMENT PANEL , OVVERO CHE SIAMO ANDATI A SFORO DELLA T° MEDIA GLOBAL DI 1.5° E CHE DA QUI GIA' SARA' MOLTO DIFFICILE TORNARE. INTANTO SIAMO ALLE PRESE CON L'ENNESIMA ESTATE DAI RISVOLTI CRITICI SE NON DRAMMATICI COME NEL CANADA DI N. OVEST, OVE LA PIU' TREMENDA ONDATA DI CALDO MAI REGISTRATA STA' MIETENDO ANCHE LE PRIME VITTIME ! NON CERTO MEGLIO VA' QUI SULLANS SPONDA : IL CENTRO SUD MA ANCHE MOLTI PAESI DELL'EUROMEDITERR. , SONO DA PIU' DI 10 GG. ATTANAGLIATI IN UNA MORSA CON ARIA SUBSAHRIANA E T° CHE SFORANO I 40°C.

    TUTTO CIO' , CON BASSA ATTIVITA' SOLARE DA 11 ANNI, E NIENTE EL /NINO COME SCUDO DEGLI ALTRI ANNI PER AVER UN CAPRIO ESPIATORIO !!! NULLA.. .. ., ,,, ,,SOLO UN CLIMA NETTAMENTE ANDATO A MODIFICARSI NEL CORSO DELL'INIZIO DEL MILLENNIO.

    REPORT SITUAZIONE E DISAMINE -
    Aggiornamento ore 06:00 - Continua l'incredibile ondata di calore sul Canada; Lytton per il terzo giorno consecutivo batte il record assoluto con una temperatura di +49,6°C secondo il Canada's official weather and climate source. Battuto dunque il precedente record del Canada di oltre 5 °C. Ci sono poche zone al mondo che allo stato attuale sono più calde del Canada. E' la temperatura più alta mai misurata sopra i 50°N nel nostro emisfero in una zona non abituata al clima estremo. Nell'emisfero settentrionale tali valori si stanno raggiungendo in Algeria e nel Kuwait. Altri valori record nella British Columbia: Cache Creek: +47.4°C Grand Forks: +45.0°C Kamloops: +47.3°C Kelowna: +45.2°C Lillooet: +46.7°C.
    CALDO RECORD TRA USA E CANADA. Ad appena un giorno dal record di tutti i tempi con +46,6°C per il Canada, Lytton ha raggiunto nella giornata di lunedì 28 giugno lo storico valore di +47,9°C. Il record del 1937 è stato battuto dunque due volte consecutive nel giro di due giorni. Sono dozzine i record stracciati tra gli Stati della Columbia e di Washington per via di una storica ondata di calore che non ha precedenti per questa zona. In pratica, se volessimo fare un paragone, per trovare simili temperature bisogna andare o nel deserto della California, in Algeria o Kuwait. Ricordiamo che ci troviamo ad una latitudine di 50N in una zona non abituata al clima estremo. Del resto mediamente la temperatura in questo periodo dovrebbe oscillare tra +24 e +28°C e il valore di +47,9°C rappresenta la temperatura più alta mai misurata sopra i 50°N nel nostro emisfero.

  2. #2
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    STAMPATEVI IN MEMORIA QUESTA FRASE : il valore di +47,9°C rappresenta la temperatura più alta mai misurata sopra i 50°N nel nostro emisfero !!!!!!!!

    COSA DICONO GLI SCIENZIATI MONDIALI [ I NON "DISTURBATI" MENTALM. ... .. ] :

  3. #3
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  4. #4
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    Ma quello che sta succedendo in queste settimane sulla costa ovest dell’America del Nord è uno spaccato di quello che potrebbe succedere nel mondo a causa del climate change nei prossimi decenni. La scienza climatica è concorde su un punto: il riscaldamento globale fa aumentare di intensità e frequenza gli eventi climatici estremi, ondate di calore comprese. Non solo.

  5. #5
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    PIU' CALDO CHE A DUBAI ... ... ... ,,, ,,, ,,, ,E GUARDATE QUANTO A NORD !!!!!!!!

  6. #6
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    ECCO STRANEZZA TRA ... ... STRANEZZE : GOCCIA FREDDA ALLA IDENTICA LATITUDINE DEL CALDO CANADESE. EVIDENTE "FALLA" NEL SISTEMA CLIMATICO ORAMAI CAOTIZZATOSI !! LOOK HERE .. .. .. ..

    SE PONETE , TANTO PER FAR UN EXPERIMENT , UN COMPASSO SULLA GOCCIA FREDDA [ quella con lo 0° ] E PROVATE POI A RUOTARLO,
    SULLA STESSA LATITUDINE TROVERETE UN + 26° O ADDIRITT. MAGGIORE .. ... .. ​INCREDIBLES .. .. !!!

  7. #7
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    Il Clima è caotico e non può essere previsto

    Che cosa dice la Scienza...

    Il tempo è un sistema caotico perché l’aria è leggera, con bassa viscosità e frizione, si espande con facilità quando in contatto con superfici calde ed inoltre la sua conducibilità termica è bassa. Il tempo pertanto non è mai in equilibrio ed i venti sono sempre presenti. Il Clima trova la sua principale spiegazione nelle leggi fisiche dell’equilibrio radiativo che mette dei vincoli alle variazioni delle temperature globali. Gli effetti prodotti dal Sole, dai vulcani etc alterano in misura assai ridotta l’andamento caotico del tempo rispetto a quanto previsto in maniera deterministica e predicibile dal forcing dei gas serra nei prossimi 100 anni.
    Le argomentazioni degli scettici...

    ‘Lorenz (1963) nell’articolo fondamentale che diede inizio alla teoria del caos, disse che, siccome il Clima è un oggetto matematico-caotico (un punto che è condiviso dal panel UN del Clima), le previsioni a lunga scadenza riguardanti la evoluzione futura del Clima non sono possibili “in ogni caso”. Attualmente le previsioni climatiche, anche su un periodo ridotto come 6 settimane, possono condurre a risultati diamentralmente opposti anche se le previsioni riguardano una area molto limitata del pianeta’ (Christopher Monckton)
    Una delle affermazioni degli scettici è che, se il tempo meteorologico è caotico, lo deve essere pure il Clima in quanto “il Clima non è altro che il tempo di un periodo lungo”. Questo punto di vista sembra giustificare tutte le posizioni degli scettici riguardanti la causa umana del riscaldamento globale, dal momento che tutte le previsioni sarebbero egualmente futili. Come ognuno sa il tempo è sia caotico che fortemente stagionale. Le temperature dell’aria sono soggette a variazioni diurne, talora variano imprevedibilmente anche di 20°C in pochi giorni in un determinato posto. Il Clima effettivamente varia in modo non lineare, ma ciò non ha impedito agli scienziati di fare buone previsioni. Diamo ora un’occhiata al concetto di caos e perché il Clima è entro certi limiti prevedibile sia nell’arco dei decenni che in quello dei secoli.
    Nel 1963 Edward Lorenz stava studiando le modalità del sollevamento dell’aria calda in atmosfera. Era noto a quel tempo che l’aria poteva cominciare a muoversi se veniva a contatto con un oggetto caldo. Le proprietà dell’aria sono tali che si espande parecchio quando riscaldata, si comporta come un buon isolante e fluisce con relativa facilità, tecnicamente parlando possiede un elevato numero di Rayleigh.
    Pensate ad una grossa massa d’aria calda che sale nell’atmosfera come un pallone ad aria calda con la forma di una nube simile ad un fungo (!). Sulla base della idrodinamica allora nota, Lorenz disegnò un insieme semplificato di equazioni che descrivevano questo movimento e trovò qualcosa di sorprendente. Per certi valori dei parametri, il movimento complessivo dell’aria risultava oscillante ed imprevedibile (Lorenz 1963):

    Figura 1: le equazioni di Lorenz semplificate per la fase e lo spazio relative alla convezione dell’aria (sopra) ed alcune soluzioni numeriche delle stesse (in basso, separate per chiarezza).

    Una delle maggiori perplessità sorse per il fatto che per piccoli cambiamenti delle condizioni iniziali il sistema aveva sempre una comportamente imprevedibile. In ciò consistette la scoperta del caos deterministico e ci si rese conto proprio allora che non avremmo mai potuto conoscere il tempo con un anticipo superiore a 10 giorni senza usare capacità di calcolo enormi e con risultati assolutamente inadeguati. Naturalmente gli scienziati sapevano già del caos dagli studi sulla turbolenza, che non è appunto né lineare (deterministica) né prevedibile.
    Quando Lorenz guardò attentamente a questo grafico, accadde qualcosa di eccitante. Quando egli plottava le curve una contro l’altra si evidenziava una regolarità assai caratteristica: le curve sembravano attratte una con l’altra in modo tale come da costringersi all’interno di un volume. Sembrava strano, perché non aveva una forma semplice, ma piuttosto un aggregato spaziale di punti stranamente spalmati nelle tre dimensioni.

    Figura 2: le soluzioni numeriche delle equazioni Lorenz plottate in uno stesso sistema di coordinate.Le curve sono funzioni del tempo, quindi immaginate come delle montagne russe che tracciano un invisibile oggetto chiamato attrattore strano

    Anche se strana, la struttura occupa non esattamente una superficie bi-dimensionale ma qualcosa che è più di 2 dimensioni: è a 2 dimensioni più una frazione. Esiste qualcosa del genere in quella che è chiamata dimensione frattale. Non si interseca mai e quindi ogni traiettoria è impegnata a proseguire in infinita solitudine. E’ per questo che è stato chiamato giustamente attrattore strano.
    Uno sguardo più da vicino rivela come sorge la imprevedibilità. Le curve magenta e blu si mantengono sempre vicine per un determinato periodo inseguendosi l’una con l’altra. Poi improvvisamente la curva magenta fa un balzo e si ritrova lontana dalla sua compagna blu. Questo è ciò che chiamiamo sensibilità alle condizioni iniziali, così come si vede ogni giorno con il tempo meteorologico.


    Figura 3: Illustrazione del caos deterministico. Si immaginino 2 sistemi che partono da condizioni iniziali leggermente differenti. Seguiteranno uno prossimo all’altro per un po’ di tempo, poi dopo un altro breve tempo la nostra capacità di prevederne la posizione cesserà (vista frontale e laterale dell’attrattore di Lorenz).
    Ciò corrisponde a quello che gli scettici sostengono deve avvenire anche con il Clima. A parte le variazioni dei cicli solari, gli aerosol, le eruzioni vulcaniche etc, la variabilità del Clima è dovuta a cambiamenti nello scambio di calore tra atmosfera ed oceano. L’acqua ha un numero di Rayleigh più piccolo dell’aria e quindi risulta maggiormente difficile che si instauri un caos ben sviluppato nelle correnti oceaniche. Comunque l’indice climatico dell’oceano (scambio di calore) può manifestare del caos a piccola scala come vediamo qua sotto.

    Figura 4: Cicli oceanici. NAO ( North Atlantic Oscillation) in blu, configurazione Est Atlantica in verde, area Pacifico Ovest in rosso, (NOAA).
    Se osserviamo i tre principali indici climatici oceanici troviamo lo stesso problema che si presentò a Lorenz. In realtà provare che questi indici sono caotici è di estrema difficoltà, ma Tziperman et al. (1994) hanno mostrato con un modello semplice che El Niño probabilmente ha origine da un fenomeno di risonanza caotica provocata dalla interazione atmosfera-oceano. Quindi il sistema climatico nel suo insieme in realtà possiede una non-prevedibilità intrinsecamente minore (Hansen et al. 2007). Comunque anche se El Niño del 1998 ha rappresentato un 10% di tutta la anomalia del contenuto di calore dal 1950, è pur passato rapidamente.

    Ritornando alle registrazioni di temperatura (normalizzateper il periodo 1950-1980) ora possiamo mettere cominciare a dare dei nomi. Le influenze caotiche degli oceani, vulcani etc rendono il tempo più imprevedibile e danno origine ai caratteristici zig-zag nei trend medi del Clima. Il Clima è certamente non lineare ma anche non caotico nel plot che segue -

  8. #8
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    Assumendo come termine di paragone la serie delle temperature strumentali, esse sono state confrontate con quelle degli ultimi 10000 anni (Olocene) e, successivamente, con quelle degli altri periodi temporali presi in considerazione. Nel grafico che segue tratto da Shao et al., 2016 sono chiaramente visibili le serie di temperature prese in considerazione.

  9. #9
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    Sorge spontanea, a questo punto, una domanda: a cosa è dovuta la forte instabilità dei periodi glaciali rispetto agli interglaciali? Shao et al., 2016 non forniscono una risposta esaustiva alla questione. A loro giudizio tali eventi sono innescati dalle fluttuazioni interne della circolazione rovesciata dell’Atlantico meridionale (AMOC). Nei periodi interglaciali tali fluttuazioni non sarebbero in grado di innescare eventi interstadiali a causa dell’assenza delle immense coltri glaciali presenti nei periodi glaciali.

  10. #10
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    Per perdita attesa si intende il rapporto tra la probabilità (finita, per quanto piccola) che il cambiamento climatico abbia effetti disastrosi sul pianeta moltiplicato per il danno ecologico risultante (“infinito”, se si considera il caso di estinzione delle specie viventi), nel caso in cui la teoria antropogenica si rivelasse infine corretta. Volendo tracciare un paragone, l’argomentazione è simmetricamente opposta a quella di Blaise Pascal. Lo statistico francese cerca infatti di convincerci a credere nell’esistenza di Dio perché l’onere terreno della nostra devozione è finito, mentre la vita ultraterrena avrebbe un’utilità infinita. Anche attribuendo una probabilità arbitrariamente bassa allo scenario “Dio effettivamente esiste”, il gioco è vincente per il credente, a ragione di una questione puramente probabilistica. Il principio di causa-effetto – l’arma che ha consentito alla Scienza nei secoli, seppure con gran fatica e costi talvolta elevati, di assestare fendenti letali a teorie oscurantiste – non è ancora riuscito a gettare luce sulla relazione tra concentrazione di CO2 nell’atmosfera e andamento della temperatura media della Terra. Un rapido sguardo ai grafici relativi alle due variabili citate toglie ogni dubbio sul fatto che la correlazione tra le due variabili sia elevata. Ma, naturalmente, la correlazione è solo condizione necessaria, e non sufficiente, ad avallare l’ipotesi di un nesso causale. Solitamente questo genere d’empasse viene sciolto sperimentalmente, tramite lo standard aureo della Scienza, l’esperimento. Purtroppo, o forse per fortuna, non abbiamo una Terra esattamente uguale a quella in cui viviamo per verificare quale sarebbe l’effetto di non limitare le emissioni inquinanti per scoprire, infine, quale teoria fosse corretta e cosa avremmo dovuto fare nel 2008. Questo rimane un esercizio mentale o, al massimo, una simulazione al computer.

    Dobbiamo confidare in altre linee di ricerca con cui rafforzare la nostra conoscenza di un clima che sembra cambiare strutturalmente. De Biase solletica un’altra questione relativa ai dati delle temperature medie: la definizione dei cicli. Un’analisi ravvicinata, che considerasse solo le decine d’anni più recenti, evidenzia una certa tendenze e determinate fluttuazioni. Volendo aumentare la scala temporale alle ultime centinaia d’anni, si nota come i cicli precedentemente identificati a livello locale si inseriscano entro un meta-modello. E’ facile immaginare come questi ultimi cicli siano parte integrante di un metameta- ciclo che consideri le ultime centinaia di migliaia d’anni. Il riferimento alla classica contrapposizione riduzionismo-olismo è palese: stiamo parlando di cicli a sé stanti oppure di un unico ciclo omnicomprensivo? E’ possibile tracciare una linea di confine tra un modello e il suo meta-modello? Infine, il problema decisionale del cambiamento climatico è tipico dell’ottimizzazione intertemporale stocastica. I sostenitori della teoria nonantropogenica valutano più positivamente l’ausilio che ci può derivare da nuove scoperte scientifiche. La crescita economia attuale e degli anni a venire fungerebbe da volano, secondo questa teoria, per la ricerca in R&D che, in ultimo, ci aiuterebbe a decarbonizzare drasticamente le economie. Posti di fronte allo stesso problema di decisione intertemporale, i sostenitori della teoria antropogenica, invece, sono più cauti nell’attribuire tali proprietà risolutrici a Scienza e Tecnologia. D’altro canto esistono alcuni limiti fisici, quali la Seconda Legge della Termodinamica, di fronte ai quali l’Ingegneria può solo chinare il capo. A prescindere dalla scuola di pensiero che si intenda appoggiare, ogni pianificatore intertemporale ha di fronte a sé un dilemma etico d’equità inter- e intragenerazionale. Trattandosi di risorse scarse da allocare – denaro, idrocarburi, uranio – il tipo di scelta da adottare avrà effetti, anche significativi, su chi si accollerà maggiormente i sacrifici e chi, invece, godrà delle conseguenze.

    NON E' PIU' TEMPO PER DEMAGOGICHE IMBECILLITA' , NE' SI PUO' DARLO E CONCEDERLO A CHI VIVE DI SCETTICISMI VARI, IN OGNI CAMPO ED ARGOMENTO VITAE -

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