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Risultati da 11 a 20 di 48

Discussione: Come sarà l'estate 2021

  1. #11
    ADMIN AND WEATHER EXPERT L'avatar di Fulvio
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    Citazione Originariamente Scritto da andrew Visualizza Messaggio
    ​estate torrida come nel 2003!!! Le ultime analisi propendono verso questa proiezione !
    ban!!!!!!!!!!!!!!!!!

  2. #12
    ESPERTO
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    Andrew se organizzavi l'annuncio nel dettaglio con tanto di argomentazioni scientifiche a supporto ci avremmo creduto, invece hai messo un titolone degno del mitico sito acchiappaclick e non è nel tuo stile... ahahahah

  3. #13
    FISICO DELL' ATMOSFERA - RESPONSABILE SCIENTIFICO METEOLAND L'avatar di Andrew
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    Citazione Originariamente Scritto da Fabio93 Visualizza Messaggio
    Andrew se organizzavi l'annuncio nel dettaglio con tanto di argomentazioni scientifiche a supporto ci avremmo creduto, invece hai messo un titolone degno del mitico sito acchiappaclick e non è nel tuo stile... ahahahah
    Giusto Fabio , ma sai chi le menzogne non le sa' proprio dire.. ..

  4. #14
    FISICO DELL' ATMOSFERA - RESPONSABILE SCIENTIFICO METEOLAND L'avatar di Andrew
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    ADESSO INVECE CARI AMICI E LETTORI CHE CI SEGUONO NE FAREMO UNA SERIA D'ANALISI SOPRATTUTTO SULL'INDEX PIU' CORROBORANTE ALLE RISALITE DELL'ANTICICLONE SUB-SAHARIANO : L'SSTa DELL'ATLANTICO MERIDIONALE [ A.M.O.C. - ATLANTIC MERIDIONAL OVERTUNING CIRCULATION ] -
    QUI SOPRA E' RAPPRESENTATA TUTTA LA CIRCOLAZ. TERMOALINA DELL'ATLANTICO. FATTORE IMPORTANTE NEL RIMESCOLAMENTO DELLE ACQUE DI PROF. CON LE ++ SUPERFICIALI IL QUALE INTERAGISCE NON POCO NELLA DISTRIBUZIONE TERMICA.



  5. #15
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    Il capovolgimento meridionale della circolazione atlantica, abbreviato in AMOC dalla corrispondente denominazione in inglese Atlantic meridional overturning circulation, è un'importante corrente oceanica dell'Oceano Atlantico, caratterizzata da un flusso in direzione nord di acqua salina calda negli strati superficiali dell'Atlantico, e da un flusso in direzione sud di acqua fredda in profondità; fa parte della circolazione termoalina. La AMOC è un'importante componente del sistema climatico del nostro pianeta.
    Questa corrente oceanica trasporta una quantità significativa di energia termica dai tropici e dall'emisfero australe verso il Nord Atlantico, mentre il calore viene trasferito all'atmosfera. Cambiamenti in questa circolazione oceanica potrebbero avere un profondo impatto sul sistema climatico globale.
    Ci sono crescenti evidenze che le fluttuazioni della temperatura superficiale dell'Atlantico, che si ipotizzano collegate alle fluttuazioni nella AMOC, abbiano giocato un ruolo importante nelle fluttuazioni climatiche nell'intero pianeta su una grande varietà di scale temporali.[1].
    Misurazioni effettuate sull'intero bacino del Nord Atlantico suggeriscono oscillazioni decennali nelle temperature superficiali del mare che possono essere almeno in parte dovute alle fluttuazioni della AMOC. Nei dati relativi al periodo dal 1856 al 2013 si notano cicli ripetitivi noti come Oscillazione multidecennale atlantica (abbreviata in AMO, dalla dizione inglese Atlantic Multidecadal Oscillation). Evidenze provenienti da paleoregistrazioni suggeriscono che ci siano stati importanti cambiamenti della AMOC su scala decennale, in particolare durante i periodi glaciali. Questi bruschi cambiamenti hanno avuto un profondo impatto sul clima, sia a livello locale nell'Atlantico, che in località remote attorno al globo.
    Al suo margine settentrionale, la AMOC interagisce con la circolazione del Mar Glaciale Artico. La copertura glaciale estiva dell'Artico ha subito una drastica riduzione da quando sono iniziate le rilevazioni satellitari nel 1979, con una perdita di quasi il 30% del valore misurato a settembre in 29 anni. I modelli di simulazioni climatiche suggeriscono che la rapida e consistente perdita misurata a settembre sarà destinata a continuare nel XXI secolo.

  6. #16
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    PRIMA PERO' E' IMPORTANTE LEGGERE QUESTO : SI COMPRENDE MOLTO SULLA CIRCOLAZIONE ATLANTICA E COSA LA INFLUENZI -

    Il sistema climatico è uno dei migliori esempi del concetto di “globalizzazione”, e cioè come un fenomeno lontano migliaia di chilometri possa influenzare il clima vicino a casa nostra. Lisa M. Beal, ricercatrice dell'Università di Miami, assieme ad altri ricercatori europei (olandesi, tedeschi e spagnoli), in un artcolo pubblicato su Nature del 28 aprile 2011, ha mostrato l'importanza dei vortici che si distaccano dalla corrente di Agulhas nell'Oceano Indiano vicino all punta più meridionale dell'Africa e che trasportano nell’oceano Atlantico l’acqua più calda e più salata proveniente dall’oceano Indiano.I vortici più caldi e salati che finiscono nell’Atlantico si inseriscono nella grande circolazione della corrente atlantica meridionale che è collegata alla corrente atlantica settentrionale (compresa la corrente del Golfo), ed alla fine confluiscono verso l’alto Atlantico e le coste europee rafforzando, così, le correnti oceaniche profonde di acqua più fredda e meno salata che dall’alto Atlantico, tornano indietro sugli abissi oceanici. Di conseguenza, l’intera circolazione atlantica viene rinvigorita e stabilizzata, diminuendo, tra l’altro i rischi legati al possibile indebolimento della Corrente del Golfo, causato dall’eccesso di acqua dolce proveniente dalla maggiore fusione dei ghiacciai della Groenlandia che è stata osservata negli ultimi decenni.
    Si hanno anche riscontri paleoclimatici degli ultimi 500.000 anni tra variazioni degli apporti in Atlantico di salinità e di temperatura della corrente di Agulhas e concomitanti variazioni della stabilità della corrente Atlantica. Tali riscontri confermano che la corrente di Agulhas, interagendo con la grande corrente atlantica, svolge un ruolo importante nel clima del pianeta.

    Ma perché sono aumentati gli apporti di acqua salata e calda che si distaccano dalla corrente di Agulhas e vanno in Atlantico? Il motivo va ricercato nell’atmosfera. Sembra che l’aumento negli ultimi decenni dell’intensità dei venti monsonici nell'Oceano Indiano meridionale sia la causa principale della formazione di un più alto numero di vortici di dimensioni maggiori che possiedono energia più elevata per distaccarsi dalla corrente di Agulhas e transitare nell’Atlantico. La maggiore intensità dei venti monsonci deriva, a sua volta, dai cambiameti climatici in atto che stanno modificando il regime e le caratteristiche del monsone Indiano.
    Insomma, la connessione nel sistema climatico tra atmosfera e oceano è talmente stretta che le variazioni si ripercuotono vicendevolmente da una parte all’altra, anche in termini geografici. E questo è un motivo in più per impegnarsi a ridurre la cause antropiche dei cambiamenti del clima e per evitare di perturbare i complessi equilibri dei sistemi naturali.

  7. #17
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    IL TRASPORTO DI "EKMAN" , IL DEEP-LAYER E LA WIND DRIVER CURRENTS , FATTORI CHE DINAMIZZANO L'OCEANO ATLANTICO MA IN GENERE TUTTI GLI OCEANI.

    L’oceano ha un’influenza fondamentale sul clima, infatti l’azione della circolazione oceanica, insieme a quellaatmosferica, contribuisce a ridistribuire verso i poli l’eccesso di calore ricevuto nella fascia equatoriale.Sono essenzialmente due i tipi di movimento che caratterizzano la circolazione oceanica: le correnti causatedall’azione del vento tangenziale alla superficie che trasferisce quantità di moto agli oceani (wind drivencirculation) e le correnti provocate dal gradiente termico e salino (thermohaline circulation). In realtà le correntitermoaline e quelle dovute all’azione del vento interagiscono in modi non lineari e non possono essere separate damisurazioni oceanografiche. Ci sono così due distinti meccanismi fisici di forcing ma non due distinte circolazioniseparabili: una variazione dell’azione del vento andrebbe ad alterare la circolazione termoalina e una variazionedella forzante termoalina cambierebbe le wind driven currents.1.1 Profilo verticale dell’oceanoEccetto che alle alte latitudini, l’oceano è diviso in tre zone di profondità orizzontali a seconda della densità: ilmixed layer (strato di mescolamento), il picnoclino e il deep layer (strato profondo). Alle alte latitudini il picnoclino e il mix-layer sono assenti.
    Le correnti di superficie guidate dal vento sono limitateessenzialmente allo strato superiore oceanico (100 m)ovvero a seconda della profondità del picnoclino.Questo perchè lo spessore dello strato di superficie dimescolamento è tipicamente di 100 m o meno.Il picnoclino agisce come un confine poroso chepermette a una certa quantità di energia cinetica dipenetrare nelle acque profonde. Le correnti più fortigeneralmente sono presenti nello strato superficialedell’oceano sebbene alcune correnti di superficie comead esempio le correnti di confine come la Corrente delGolfo possano essere relativamente intense a profonditàdi centinaia di metri. Le correnti di superficie sonovariabili, dipendono dalle variazioni dei venti, delle precipitazioni e dal riscaldamento e dal raffreddamento.L’azione del vento sulle superfici marine produce uno strato ben rimescolato di densità pressochè uniforme. Perquesto motivo la superficie dell’oceano è chiamata lo strato di mescolamento (mixed layer).Il picnoclino è dove la densità dell’acqua aumenta rapidamente con al profondità a causa dei cambiamenti dellatemperatura e/o salinità. Si ricordi che la densita’ dell’acqua aumenta al diminuire della temperatura fino a 4 gradiper poi risalire avvicinandosi a zero gradi e che l’acqua salata più di quella dolce. Nel momento in cui un calodella temperatura con la profondità è responsabile dell’aumento della densità, il picnoclino è anche un termoclino.Dall’altro lato, se un aumento della salinità è responsabile di un aumento della densità con la quota, il picnoclino èanche un aloclino. Tipicamente il picnoclino si estende da 500 a 1000m di profondità (tuttavia alle medie latitudinipossono svilupparsi dei picnoclini stagionali all’interno del mixed layer). L’oscuro e freddo deep layer sotto ilpicnoclino include gran parte della massa dell’oceano. All’interno del deep layer la densità aumenta gradualmentecon la profondità e i movimenti delle acque sono lenti; solo in pochi punti (di solito vicino al fondale) ci sonomovimenti delle acque abbastanza veloci da poter essere considerati correnti.La struttura a tre strati dell’oceano è un esempio di come la gravità separa i fluidi in strati diversi in modo che ladensità di ciascuno strato sia minore di quella dello strato sottostante. Fluidi più densi affondano e fluidi menodensi risalgono.Il picnoclino è molto stabile è così viene impedito un mescolamento tra il mixed layer e il deep layer; cioè ilpicnoclino agisce come una barriera ai moti verticali nell’oceano. Il concetto di stabilità è utile per capire questaproprietà del picnoclino. In questo senso la stabilità si riferisce ai moti verticali dell’acqua dell’oceano. Un sistemaè definito stabile se tende a persistere nel suo stato originale senza cambiare. In seguito a un disturbo un sistemastabile ritorna al suo stato iniziale. Ad esempio una forte tempesta può temporaneamente disturbare questastatificazione stabile dell’oceano portando acque più fredde del normale vicino alla superficie. Una volta che il vento s'indebolisce presto si riforma l'originale struttura a strati.
    Trasporto di EkmanUna volta che il vento mette in movimento la superficie oceanica come una corrente, l’effetto di Coriolis, iltrasporto di Ekman e la configurazione del bacino oceanico modificano la velocità e la direzione della corrente.Verranno ora prese in considerazione le forze coinvolte nell’interazione del vento con la superficie marina.Il vento soffia sopra l’oceano e muove le sue acque in conseguenza dell’attrito con la superficie. Un vento chesoffia costantemente al di sopra di uno strato di acque profonde per 12 ore a una velocità media di circa 1 m/sinduce una corrente di 2 cm/s (il 2% della velocità del vento). Se la Terra non ruotasse l’interazione sotto forma di attrito tra l’aria e la superficie oceanica, spingerebbe uno strato sottile di acqua nella stessa direzione del vento.Questo strato superficiale in movimento trascinerebbe lo strato sottostante, mettendolo in movimento.Quest’interazione si propagherebbe verso il basso attraverso strati successivi, ciascuno con una velocità minorerispetto a quello sovrastante.Tuttavia, a causa della rotazione terrestre, il piccolo strato superficiale messo in moto dal vento viene deviato alladestra della direzione del vento nell’Emisfero Nord (NH) e verso sinistra nell’Emisfero Sud (SH). Questadeviazione è nota come l’effetto di Coriolis. Tranne che all’equatore, dove questo effetto è nullo, ogni stratooceanico messo in movimento dallo strato superiore, si incurva a causa della rotazione della Terra.

  8. #18
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    Influenza della variabilità della AMOC sul clima europeoIn questo paragrafo verrà discusso più approfonditamente il ruolo della MOC atlantica nel condizionare il climadel Vecchio Continente. I dati strumentali della MOC come abbiamo visto sono molto scarsi e le osservazioniesistenti forniscono una stima della forza attuale della MOC ma non della sua evoluzione passata. Le simulazionidei modelli climatici forniscono una misura della stima della variabilità della MOC, della sua predicibilità e del suoimpatto sul clima.L’intensità della MOC è legata all’attività convettiva nelle regioni di formazione delle acque profonde, inparticolare il Mare del Labrador che è molto sensibile ad anomalie di acque dolci provenienti dall’Artico(Jungclaus et al. 2004). Le fluttuazioni della MOC vanno di pari passo con le variazioni del trasporto verso nord dicalore e quindi hanno una potenziale influenza sul clima dell’Atlantico e in misura minore dell’Europacontinentale. L’influenza della MOC sul clima europeo non può essere separata da quella della NAO su scalainterannuale, ma su scale temporali più lunghe è la variabilità della MOC atlantica che guida la variabilità climatica europea, indicando un influenza oceanica sulle vicende europee.
    Variabilità dell’Atlantico TropicaleLa TAV (Variabilità dell’Atlantico Tropicale) è una fluttuazionedell’insieme dei seguenti parametri: SST, SLP, cella di Hadley,ITCZ, direzione dei venti. La sua manifestazione più chiara è alivello dei mesi di marzo, aprile e maggio (MAM). La TAV èsoggetta a cambiamenti annuali e decennali. È spesso chiamatal’El Nino dell’Atlantico ed è infatti associata agli alisei come ElNino nel Pacifico. A causa della direzione degli alisei (sud-est)essi alternalmente riscaldano le acque dell’oceano verso suddell’equatore, poi verso nord, poi ancora verso sud.Gli indici oceanografici dell’Atlantico tropicale sono il TNA(Tropical Northern Atlantic index, SST in 15-55°W, 5-25°N), ilTSA (Tropical Southern Atlantic index, SST in 10°E-30°W, 0-20°S) e l’AMM (Atlantic Meridional Mode, = TNA-TSA).Contrariamente al Nino la cui oscillazione avviene lungo ladirezione est-ovest, la TAV oscilla lungo l’asse nord-sud. L'areaatlantica grossomodo fra i 20N e i 20S soggiace ad una sorta diciclico dipolo che coinvolge, con meccanismi di feedback autorafforzanti e non, sia le SST che l'atmosfera (SLP e il relativo regime dei venti) su scala temporale.

  9. #19
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    Questo studio indaga come le variazioni della circolazione ribaltante meridionale dell'Atlantico (AMOC) influenzano la temperatura della superficie del mare (SST) all'interno delle simulazioni del progetto accoppiato intercomparison fase 5. In particolare, esploriamo se la risposta SST è di natura interemisferica, in particolare come riflessa nell'indice di dipolo SST atlantico o se la risposta è localizzata maggiormente nell'Oceano Atlantico settentrionale. In assenza di dati osservativi diretti, questo indice di dipolo è stato proposto per approssimare le variazioni di AMOC durante la durata della registrazione della temperatura strumentale. Troviamo che tipicamente, su scale temporali tra decennio e centenario, l'indice di dipolo SST è correlato all'AMOC con coefficienti che vanno da 0,2 a 0,7, tipicamente con un ritardo di 0-6 anni, e quindi spiega meno della metà della varianza AMOC. In soli due modelli questo valore supera leggermente il 50%. Anche per i modelli con la più alta corrispondenza tra l'AMOC e l'indice di dipolo, la correlazione tra le due variabili è controllata principalmente dalle variazioni di SST nell'Atlantico settentrionale, non nell'Atlantico meridionale, sia per il controllo del modello che per le simulazioni storiche. Di conseguenza, in quasi tutti i modelli, l'SST del Nord Atlantico fornisce un indicatore migliore delle variazioni di AMOC rispetto al Dipolo Atlantico. Pertanto, su scale temporali da decennali a centennali, la variabilità dell'AMOC interessa principalmente l'Oceano Atlantico settentrionale, con la sensibilità dell'SST del Nord Atlantico compresa tra 40 e 60 ° N, data dalla media multi-modello, di circa 0,3 ° C per 1 Sv di variazione dell'AMOC , spiegando circa un terzo della varianza SST. Anche per i modelli con la più alta corrispondenza tra l'AMOC e l'indice di dipolo, la correlazione tra le due variabili è controllata principalmente dalle variazioni di SST nell'Atlantico settentrionale, non nell'Atlantico meridionale, sia per il controllo del modello che per le simulazioni storiche. Di conseguenza, in quasi tutti i modelli, l'SST del Nord Atlantico fornisce un indicatore migliore delle variazioni di AMOC rispetto al Dipolo Atlantico. Pertanto, su scale temporali da decennali a centennali, la variabilità dell'AMOC interessa principalmente l'Oceano Atlantico settentrionale, con la sensibilità dell'SST del Nord Atlantico compresa tra 40 e 60 ° N, data dalla media multi-modello, di circa 0,3 ° C per 1 Sv di variazione dell'AMOC , spiegando circa un terzo della varianza SST. Anche per i modelli con la più alta corrispondenza tra l'AMOC e l'indice di dipolo, la correlazione tra le due variabili è controllata principalmente dalle variazioni di SST nell'Atlantico settentrionale, non nell'Atlantico meridionale, sia per il controllo del modello che per le simulazioni storiche. Di conseguenza, in quasi tutti i modelli, l'SST del Nord Atlantico fornisce un indicatore migliore delle variazioni di AMOC rispetto al Dipolo Atlantico. Pertanto, su scale temporali da decennali a centennali, la variabilità dell'AMOC interessa principalmente l'Oceano Atlantico settentrionale, con la sensibilità dell'SST del Nord Atlantico compresa tra 40 e 60 ° N, data dalla media multi-modello, di circa 0,3 ° C per 1 Sv di variazione dell'AMOC , spiegando circa un terzo della varianza SST. sia per il controllo del modello che per le simulazioni storiche. Di conseguenza, in quasi tutti i modelli, l'SST del Nord Atlantico fornisce un indicatore migliore delle variazioni di AMOC rispetto al Dipolo Atlantico. Pertanto, su scale temporali da decennali a centennali, la variabilità dell'AMOC interessa principalmente l'Oceano Atlantico settentrionale, con la sensibilità dell'SST del Nord Atlantico compresa tra 40 e 60 ° N, data dalla media multi-modello, di circa 0,3 ° C per 1 Sv di variazione dell'AMOC , spiegando circa un terzo della varianza SST. sia per il controllo del modello che per le simulazioni storiche. Di conseguenza, in quasi tutti i modelli, l'SST del Nord Atlantico fornisce un indicatore migliore delle variazioni di AMOC rispetto al Dipolo Atlantico. Pertanto, su scale temporali da decennali a centennali, la variabilità dell'AMOC interessa principalmente l'Oceano Atlantico settentrionale, con la sensibilità dell'SST del Nord Atlantico compresa tra 40 e 60 ° N, data dalla media multi-modello, di circa 0,3 ° C per 1 Sv di variazione dell'AMOC , spiegando circa un terzo della varianza SST.

  10. #20
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    so' che saranno un po' lunghe le spiegazioni ma chi e' davvero un appassionato e vuol capire bene le dinamiche "dovrebbe " legger tutto.. .. .. .. .

    DOPO CIO' , VENIAMO ALL'INDEX E ALLA SUA OSSERVAZIONE: QUESTO E' UN GRAFO SPECIALE DELL'INDEX AMOC -

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