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Risultati da 1 a 10 di 147

Discussione: Speciale tempo natale & capodanno : Analisi strutturale e proiezione-

  1. #1
    FISICO DELL' ATMOSFERA - RESPONSABILE SCIENTIFICO METEOLAND L'avatar di Andrew
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    Predefinito Speciale tempo natale & capodanno : Analisi strutturale e proiezione-

    BUONDI' , APRIAMO QUESTO SPECIALE PER LE FESTIVITA' OGGI GIORNO DELL'IMMACOLATA E ANCHE SE NON SARANNO POSSIBILI GRAN SPOSTAMENTI CMQ L'INTERESSE PER VEDERE QUALE TEMPO C'ATTENDA PENSO SIA ALTO E INTERESSI MOLTI DI VOI. DUNQUE VEDIAMOLO CON L'AUSILIO SEMPRE DEL MACHINE LEARNING DEL QUALE DA ALCUNI MESI ORAMAI C'AFFIDIAMO ED UTILIZZIAMO QUI A METEOLAND, CON OTTIMI RISULTATI SINORA, ANCHE PERCHE' IN OGNI CAMPO D'UTILIZZO ESSO DA' DEGLI ESITI MOLTO BUONI.
    ANALISI : Visioni invernali all’orizzonte… A dispetto dell’ennesima depressione mediterranea in atto l’evoluzione procede secondo quanto indicato in precedenza e cioè nel rispetto di una situazione non più bloccata a levante ma in fase di mobilizzazione. Di fatto la medesima depressione non si presenta, come le precedenti, associata ad un flusso stazionario meridiano ma, pur foriera di una sciroccata di tutto rispetto, si presenta in discesa lungo il mediterraneo centro-occidentale e destinata poi a fuga verso levante. Il blocco, ancora parzialmente presente ad oriente ed alle latitudini della media europa, è destinato, infatti, a declino. Il residuo del mese, in questo modo, potrà aprire decisamente ad un occidente o ad un atlantico mobile di modeste ondulazioni in moto da ovest ad est. Nel disegno, riferito alla situazione prevista in quota ad inizio settimana, la simbologia delle frecce in basso sta ad indicare la mobilizzazione suddetta ed il contesto della perfetta configurazione zonale, nella quale si alternano, lungo i paralleli, oscillazioni positive e negative in traslazione dall’atlantico all’europa orientale e si presenta il flusso di un tempo sostanzialmente mite e variabile. Una volta archiviata la storia di un mese prettamente di stampo autunnale e piovoso per come è stato novembre la stagione potrebbe, poi e finalmente, regalarci il primo vero scampolo di inverno a colpi di split del vortice polare ed in base alla decisa risalita meridiana del sub-tropicale in direzione dell’islanda che un pò tutti i modelli delle ultime emissioni tendono a prospettare (simbologia rappresentativa della linea e delle frecce in sovrimpressione). La strada da qui a quei giorni è ancora lunga ma è un fatto che qualcosa in tal senso sembra davvero destinato a muoversi, quanto meno nella direzione di uno scompaginamento barico euro-atlantico e di un disegno wave2 o simil-wave2 tutto da verificare nei suoi risvolti in mediterraneo. Tra la natura di un “VP split” che, comunque, si presenta assai temporaneo e l’ancora incerto destino longitudinale della irruzione o delle irruzioni associate, prima di dire che avremo una durevole fase fredda in mediterraneo ed in italia ce ne corre ma è altrettanto chiaro che la possibilità di una breve fase invernale di alcuni giorni nel corso della prima settimana di dicembre non appare, ad oggi, così irreale…Il vero freddo che verrà, forse…
    In un contesto di assoluta incertezza per quanto riguarda il lungo termine siamo, invece, abbastanza sicuri di dover sopportare, per almeno ancora una settimana, la fisionomia di un tempo oceanico mite, addirittura sud-occidentale in una prima fase e poi decisamente occidentale in una seconda. Detta prima fase è quella che ci porta all’inizio del fine settimana, caratterizzata da una configurazione sciroccale con depressione in risalita da gibilterra ed in lento spostamento verso nord-est; la seconda è quella del ripristino della perfetta zonalità associata ad un teso flusso umido atlantico e valida per almeno 2-3 giorni. Le prospettive di un certo cambiamento, seppur non eclatante, ce le promettono, quindi, proprio i giorni delle festività, quasi sicuramente associabili allo sviluppo di un promontorio frenante per il flusso oceanico, e, meno sicuramente, ad uno sviluppo in grado di determinare per l’italia un richiamo più fresco continentale. La frenata del flusso atlantico, confermata da vari modelli, è infatti ancora da collocare nei termini longitudinali precisi, e può coinvolgere in misura più o meno significativa il mediterraneo così da produrre un tempo nettamente anticiclonico oppure il tempo del margine orientale dell’alta pressione caratterizzato da richiamo da oriente. La differenza tra queste due possibilità, sul piano del disegno barico generale non è così eclatante ma può esserlo sul piano fenomenologico; e può essere cioè quella che corre tra la tipica fisionomia invernale delle nebbie ed il tempo dell’est o del nord-est, ventilato, più freddo ed asciutto. I modelli che presentano, al momento, questa seconda evoluzione, indicano quanto segnalato nel disegno della situazione prevista in quota (colori) ed al suolo (linee bianche) il giorno di natale, dove si notano i segni di una certa irruzione con deciso flusso da nord-est. Quanto poi potrà accadere verso fine mese o all’inizio del nuovo anno, riguardo soprattutto alle possibilità che arrivi il vero inverno, per il momento lo lasciamo alle fantasie giacché non esistono analisi che possano dircelo, né della stratosfera, né degli indici, e né di altro. La stratosfera, peraltro, da questo punto di vista, sta dormendo; il VP mostra buona salute e, francamente, a certi disegni freddi di inizio anno, ventilati soprattutto da GFS, do la bassa percentuale di probabilità statistica che meritano…ATTENZIONE: STATISTICA PERO'... ...NON MATEMATICA!
    La sfuriata atlantica in corso segna lo sfondamento della barriera sciroccale degli ultimi giorni e prelude, secondo uno schema emblematico di alternanza, alla nuova rimonta anticiclonica, stavolta per fortuna disposta ad ovest, in rimonta su iberia ed europa occidentale ed in veste di chiusura del flusso oceanico instabile. Occorre segnalare che il medesimo futuro promontorio presenta connotazioni che ben poco, almeno inizialmente, hanno a che vedere con la possibilità di aperture al freddo del nord o della parte orientale del continente. Il medesimo presenta, semmai, le connotazioni di un elemento stabilizzante poco disposto a grandi salti meridiani.

    Ultima modifica di Fulvio; 08 December 2020 alle 12:08

  2. #2
    FISICO DELL' ATMOSFERA - RESPONSABILE SCIENTIFICO METEOLAND L'avatar di Andrew
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    Su futuro ulteriore, poi, che ci porta alla fine dell’anno ed oltre, i modelli non denotano ancora quella univocità che consente di poter fare delle ipotesi solide. Prevale, tuttavia, prima di tutto il segnale di un anticiclone assai attivo nel continuare a disporre barriera verso l’oceano e poi, nel caso di alcuni modelli, il segnale di un anticiclone attivo nel promuovere pulsazioni disposte sempre più ad ovest, secondo uno schema che può piacere ai freddisti in quanto conforme alla possibilità che si vengano a creare, prima o poi, le condizioni per discese artiche verso il mediterraneo. Quanto mostra ECMWF, in termini evolutivi da metà settimana al 30 dicembre (vedi disegno della situazione prevista il giorno 30 e della evoluzione di una isoipsa di riferimento), ad es., si allinea allo schema evolutivo suddetto in quanto evidenzia un anticiclone atlantico che, persistentemente relativamente elevato in latitudine, sposta il promontorio verso ovest e verso l’oceano, consentendo maggiori possibilità di discesa alle masse fredde dei mari del nord). Appare chiaro, in ogni caso, come il vero freddo, salvo sorprese, non risulti ancora nell’ambito delle varie prospettive che ci portano alla fine dell’anno…
    TUTTAVIA…. …. … ,,, ,,,
    Le ultime proiezioni modellistiche, almeno sino a fine anno, cominciano a delineare un quadro più chiaro, confermando il blocco anticiclonico atlantico e, ad esso associata, una configurazione barica di stabilizzazione e di possibili influenze settentrionali e continentali. Rimane da definire quanto, la medesima spinta anticiclonica che si delinea tra iberia e mediterraneo occidentale con estensione sino sull’europa nord-occidentale, potrà risultare, nel corso dei giorni, più o meno invadente verso est e più o meno capace di spingersi verso nord. In questo senso, appurate la graduale rimonta suddetta all’altezza dell’iberia e una prima fase costituita dalla conseguente stabilizzazione del tempo mediterraneo con correnti in quota nord-occidentali, il medesimo promontorio sembra poter, poi, incrementare l’azione meridiana a favorire il maturare di correnti più settentrionali e della classicasituazione associata a discese fredde sull’europa orientale e sulla penisola balcanica. Data la fisiologica dinamica che, in questi casi, tende a determinare la rotazione in senso orario dell’asse dello stesso promontorio, si potrà anche considerare la possibilità di un minino di richiamo freddo dal continente, segnatamente sui settori adriatici ed al sud. Una tale possibilità è tutt’altro che conforme a vere irruzioni e vere fasi fredde durature, ma, di certo, rispetto al clima persistentemente mite e piovoso degli ultimi tempi, un minimo di progresso stagionale lo rappresenterebbe. Per un vero freddo o per fasi veramente fredde durature, e non di margine come quella suddetta possibile nel corso degli ultimi giorni dell’anno, mi sembra, nel contempo, che tutto debba essere rimandato al prossimo mese. Il disegno illustra la situazione prevista da ECMWF, al suolo ed in quota, in data 29 dicembre, ed è eloquente nel proporre il contesto settentrionale di margine descritto. Al tempo stesso, con le tre linee rosse rappresentative di una isoipsa di riferimento, vuole indicare l’evoluzione del promontorio anticiclonico, prima in estensione verso nord e poi in successiva rotazione oraria ad aprire a correnti orientali continentali destinate al centro-sud. Poco da dire, poi, e ci siamo spinti anche troppo oltre, su quanto potrà accadere ad inizio anno giacché non esistono proiezioni definite, ed esistono, invece, proiezioni contrastanti. Infatti è vero che il profilo isoipsico indicato nel disegno e relativo all’inizio dell’anno mostra l’accenno ad una ulteriore promettente pulsazione meridiana del promontorio, ma è altrettanto vero che, vista l’incertezza dei modelli, la cautela è d’obbligo…
    Ultima modifica di Fulvio; 08 December 2020 alle 12:31

  3. #3
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  4. #4
    ADMIN AND WEATHER EXPERT L'avatar di Fulvio
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    Analisi del grafico spaghetti evidenziano una fase non fredda ma perturbata, possibile Natale bagnato.....ne riparleremo:

  5. #5
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    mannaggia mai una volta che gli ingredienti si mescolino nella maniera giusta per Natale...fa sempre o bello o umido e uggioso ma mite.
    Ultimo Natale con neve al suolo in Lombardia e Piemonte, anno 2000

  6. #6
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    Piano tecnico: analisi molto ma molto dettagliata. Grazie ad Andrew e Fulvio, i nostri esperti!

  7. #7
    FISICO DELL' ATMOSFERA - RESPONSABILE SCIENTIFICO METEOLAND L'avatar di Andrew
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    Resta in campo analitico dopo un periodo [ 2a dec.] quasi direi "insapore" , una possibilita' di modesta [ da vedere l'intensita' pero'… ] D'ARTICATA PROPRIO A NATALE…. …. … ,,, ,, ,SAREBBE FAVORITA DAL BLOCK CUI FACEVO RIFERIMENTO IERI CON L'ONDA W2 COSTRETTA AD INERPICARSI IN ALTO… .. .. ..

  8. #8
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    Citazione Originariamente Scritto da Andrew Visualizza Messaggio
    Resta in campo analitico dopo un periodo [ 2a dec.] quasi direi "insapore" , una possibilita' di modesta [ da vedere l'intensita' pero'… ] D'ARTICATA PROPRIO A NATALE…. …. … ,,, ,, ,SAREBBE FAVORITA DAL BLOCK CUI FACEVO RIFERIMENTO IERI CON L'ONDA W2 COSTRETTA AD INERPICARSI IN ALTO… .. .. ..
    E questa articata sarebbe secca oppure con precipitazioni?

  9. #9
    balù
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    Il mio naso mi dice che l anticiclone delle Azzorre aiutato dalla spinta africana ci farà visita come tutti gli anni a natale...tipo la nonna con il pigiama come regalo....

  10. #10
    MODERATORE ESPERTO L'avatar di Moebius24
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    Citazione Originariamente Scritto da balù Visualizza Messaggio
    Il mio naso mi dice che l anticiclone delle Azzorre aiutato dalla spinta africana ci farà visita come tutti gli anni a natale...tipo la nonna con il pigiama come regalo....
    eheheh ecco perché ormai da anni viene a trovarci ahahha

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