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Discussione: INVERNO 2020/21' - 1A IPOTESI CON SUPPORTO A.I. [ Non è una tendenza.....ancora! ]

  1. #21
    FISICO DELL' ATMOSFERA - RESPONSABILE SCIENTIFICO METEOLAND L'avatar di Andrew
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    Citazione Originariamente Scritto da PaoloCH Visualizza Messaggio
    Buonasera a tutti! Quindi propendi di più per una stagione orientata al dinamismo giusto? Alternanza di fasi altopressorie con fasi perturbate....
    Quando dici che prevedi fasi ancora più acuite, intendi a periodi più freddi? Magari non lunghi ma tosti?
    Esatto; al momento propenderei per una stagionalita' come da te descritta.

  2. #22
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    Citazione Originariamente Scritto da Fabio93 Visualizza Messaggio

    ​Attenzione a basarsi sull'index ENSO : rammento che anche quest'estate non c'era in positivo.. .. .. eppure.. .. ,, ,,

  3. #23
    FISICO DELL' ATMOSFERA - RESPONSABILE SCIENTIFICO METEOLAND L'avatar di Andrew
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    Ora, non mi soffermerò a discuterle, ma vorrei far notare una cosa. La porzione di territorio per la quale ancora non si conoscono teleconnessioni apprezzabili con le dinamiche dell’ENSO è proprio l’Europa occidentale, cioè casa nostra. Forse però, ancora non per molto.
    E’ uscito sul Journal of Atmospheric Sciences dell’AMS, uno studio dell’università di Bergen nel quale sono state messe in relazione appunto le dinamiche dell’ENSO (El Niño, La Niña, Neutralità) con l’area in cui, mediamente, si formano le depressioni extratropicali in area atlantica, che poi non sono altro che le perturbazioni che poi giungono ad interessare l’Europa.
    Influence of Tropical Pacific Sea Surface Temperature on the Genesis of Gulf Stream Cyclones
    La circolazione atmosferica dell’emisfero nord, nel suo incessante moto da ovest verso est, subisce delle deviazioni più o meno persistenti indotte dalla posizione delle terre emerse. Una di queste, forse la più significativa, è quella che si deve alla posizione longitudinale delle Montagne Rocciose nell’America settentrionale. A valle della catena montuosa, sussiste un’ondulazione semi-permanente del flusso in quota, che poi scorre lungo le coste orientali americane più o meno sulla traccia della Corrente del Golfo. Quel flusso in quota, che separa l’aria calda e stabile appartenente all’anticiclone delle Azzorre dall’aria fredda polare, è la sede della corrente a getto polare, ossia del motore delle perturbazioni. I complessi meccanismi della fisica dell’atmosfera, regolano le zone in seno al potente flusso della corrente a getto, dove si generano le condizioni per la formazione delle depressioni, ossia dove la separazione tra l’aria calda e quella fredda cessa di essere più o meno rettilinea e subisce un’ondulazione, innescando la nascita delle perturbazioni o, più precisamente la genesi dei cicloniNello studio dell’università di Bergen, i ricercatori hanno messo in relazione le tre diverse fasi dell’ENSO – distinte dalla posizione dei massimi di temperatura superficiale delle acque del Pacifico nelle tre zone dell’oceano, occidentale, centrale e orientale – con la direttrice del flusso in quota dopo la deviazione a valle delle Montagne Rocciose, scoprendo che quando i massimi termici sono sul settore occidentale e su quello orientale, il flusso in quota assume caratteristiche più prossime alla sua climatologia, mentre quando invece i massimi termici sono sul Pacifico centrale, il flusso in sottovento alle Montagne rocciose scorre più a nord. Quindi El Niño ha effetti diversi sul flusso in quota a seconda che i massimi termici interessino la porzione centrale o quella orientale del bacino. Nel primo caso, la prosecuzione del flusso in Atlantico (o storm track atlantica) vira verso nord e le perturbazioni finiscono per interessare con maggiore frequenza l’Atlantico settentrionale e l’Europa settentrionale. Nel secondo caso la storm track atlantica scorre con direttrice più occidentale al traverso dell’Atlantico, e le perturbazioni raggiungono più frequentemente l’Europa occidentale.

  4. #24
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    Tutto questo, naturalmente, inteso come media delle diverse situazioni che si vengono a creare, che possono poi causare una maggiore o minore frequenza di eventi perturbati. Siamo quindi nel campo (alquanto impervio) degli outlook stagionali, non già e non ancora in quello delle previsioni in senso stretto. Tuttavia, l’argomento è estremamente interessante e con ampie possibilità di approfondimento. Peccato però che l’inverno di El Niño sia stato quello passato, nei prossimi mesi ci aspettano La Niña o condizioni di neutralità, quindi presumibili condizioni prossime alla climatologia, che tradotto in soldoni significa che non essendoci elementi di disturbo particolari dai quali poter desumere comportamenti anomali, tutto quello che si può dire è che, a conti fatti, sarà inverno

    [ p.s. - lo si spera vivamente ! Fatto salvo complicanze non .... ..... NATURALI ! Ci siam capiti, no.... ]

  5. #25
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    Intanto per buon auspicio vi mando una foto che feci coi colleghi nel 2017 in quel di Oulu nella ricerca dell'omonima Universita' sull'Artico

  6. #26
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    Ma è nato il VP?

  7. #27
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    Il VPS è in fase di formazione e approfondimento, tra un paio di settimane dovrebbe essere già significativo

  8. #28
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    Normale raffreddamento del Polo Nord e Circolo Pol. Artico. Nulla d'eclatante.. .. .. , il Sole scende d'angolazione, fisiologica la cosa.. ..

  9. #29
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  10. #30
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    GIA' PERO' SI MOSTRANO ANOMALIE HOT PER OTTOBRE .. .. .. .. .,,

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