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Discussione: Domanda per gli esperti

  1. #1
    COLLABORATORE ESPERTO L'avatar di Moebius24
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    Predefinito Domanda per gli esperti

    Buonasera a tutti. Ho un quesito che mi piacerebbe approfondire con chi ne sa più di me.
    Negli ultimi anni abbiamo notato (e più volte discusso) dello spostamento dell'anticiclone delle azzorre e delle sue presunte cause e conseguenze. Una delle conseguenze che secondo me sono collegate è lo spostamento dell'asse delle precipitazioni sul nostro paese: ciò vuol dire (in linea generale, ma sempre più frequentemente) che, oltre all'aumento della violenza delle precipitazioni (meno frequenti ma più concentrate e violente), soprattutto nel periodo invernale e autunnale non vediamo più (o molto meno) le famose perturbazioni atlantiche che portavano precipitazioni soprattutto al Nord ma segnatamente su quasi tutto il territorio, mentre assistiamo ad un'abbassamento dell'asse delle perturbazioni che diventano sempre più "mediterraneo-centriche" verso meridione. Le mie domande quindi:
    1) è effettivamente dovuto allo spostamento dell'anticiclone delle azzorre?
    2) qual è la spiegazione "fisica" di tutto ciò?

  2. #2
    ADMIN AND WEATHER EXPERT L'avatar di Fulvio
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    Ciao, Simone, ka delocalizzazione dell'hp azzardano è la chiave di volta del change climatico in area euro, d'estate lascia campo libero all'africano e d'inverno stoppa le perturbazioni atlantiche, la causa di questa delocation è probabilmente causata dall'anomalia della macrcircolazione atlantica dovuta al surplus termico degli oceani che come saprai è uno dei driver primari della circolazione atmosferica.. l'hp azzoriao è attirato dalle acque calde quasi a ridosso degli USA, come mai? Salinità alterata dal feedback negativi della corrente del golfo? Andrew continua tu.

  3. #3
    FISICO DELL' ATMOSFERA - RESPONSABILE SCIENTIFICO METEOLAND L'avatar di Andrew
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    NO, DIREI CHE NON POSSIAMO ASSERIRE CON CERTIFICATA CERTEZZA CHE SIA LA DELOCATION DELL'HP AZZORRIANO IL MOTIVO DI CAMBIO DELLE PRECIPITAZIONI SU NS TERRITORIO.
    PUO' ESSERE DI CONCAUSA MA NON D'ASSOLUTEZZA.
    SI PUO' DEDURLO DAL FATTO CHE SPESSO ANCHE IL SUD RESTA ALL'ASCIUTTO PER LUNGHI PERIODI NON SOLO PORZIONI DEL NW O DEL NE.

    DIREI CHE C'ENTRANO L'EQUAZIONE DI VETTORIALITA' DEL MOTO , LA VELOC. DI PROPAGAZIONE I VETTORI GEOSTROFICI E NON ULTIMA L'AMPLIFICAZIONE PROPRIO DELLA MODULAZ. PLANETARIA DOVUTA A QUESTA ANOMALA ATTIVITA' COSI BASSA DEL SOLE.

    QUI TI PUOI FARE UNA [ piccola credo....ma sempre utile ] IDEA DI QUANTO DETTO SUI PRIMI FATTORI CHE HO INCLUSO : Equazione vettoriale del moto: traiettoria e legge oraria. Si dice che un corpo è in moto rispetto a un dato sistema di riferimento S, quando la sua posizione in S cambia con il tempo. Nello schema del punto materiale, le caratteristiche del movimento in S sono fornite dalla conoscenza del vettore posizione r del punto in funzione del tempo. Nel nostro concetto di tempo è implicita l'ipotesi che esso vari con continuità (sia quindi rappresentabile con una variabile continua t). A quest'ipotesi ne corrisponde un'altra sulle caratteristiche del moto: la nostra intuizione infatti ci suggerisce che, se consideriamo le posizioni di un punto materiale P ai tempi t e t + Δ t, la loro distanza sia tanto più piccola quanto più è piccolo Δ t. In termini più formali assumiamo che, per ogni fissato t, risulti .0per 0)()( →Δ→Δ+− tttt rr
    Ciò equivale all'ipotesi di continuità del moto; in linea di principio, quindi, esso può essere descritto in maniera completa mediante l'equazione vettoriale del moto: )( trr = , (3.1)
    dove r(t) è espresso mediante funzioni continue del tempo (per t variabile entro l'intervallo di tempo cui si riferiscono le osservazioni sperimentali). La validità di questa ipotesi non è contraddetta dalle indicazioni sperimentali; d'altro canto, essa non può essere provata sperimentalmente in modo diretto, stanti le ovvie limitazioni nell'effettiva realizzazione pratica del procedimento di limite per Δ t che tende a zero (questa situazione si incontra spesso nella Fisica, ove procedimenti rigorosi della Matematica vanno interpretati in modo opportuno). La funzione vettoriale r(t) può essere rappresentata per mezzo delle tre funzioni scalari
    che danno l'andamento nel tempo delle coordinate cartesiane del punto P nel riferimento S. Rappresentazioni equivalenti possono essere fornite dalle analoghe equazioni corrispondenti ad altri sistemi di coordinate (per esempio polari). Le equazioni (3-2) contengono la totalità delle informazioni cinematiche sul moto del corpo, nel sistema di riferimento scelto. Tali informazioni sono sia di tipo essenzialmente geometrico sia più propriamente fisiche: infatti, come risulterà chiaro dalla successiva analisi, le prime permettono di individuare una curva geometrica, la traiettoria, cioè l’insieme delle posizioni occupate dal punto nel suo moto; le seconde caratterizzano le modalità con cui il corpo percorre nel tempo la traiettoria. In effetti, dal punto di vista geometrico, il sistema di equazioni (3-2) è un caso particolare di rappresentazione in forma parametrica di una curva nello spazio, in cui il parametro utilizzato ha tuttavia un significato fisico speciale, essendo costituito dalla variabile tempo. Per separare in modo più diretto, nella descrizione del moto, l'aspetto geometrico da quello più propriamente cinematico, è conveniente un altro approccio, basato sulla cosiddetta rappresentazione intrinseca della traiettoria. Supponiamo di conoscere la traiettoria γ del punto materiale (in forma esplicita o parametrica). Ogni posizione su tale curva può essere individuata utilizzando un'opportuna estensione del metodo, che utilizza assi di riferimento cartesiani e le corrispondenti coordinate. A tale scopo supponiamo di rettificare la curva, trasformandola in una successione di segmenti (infinitesimi); definiamo su di essa un'origine Ω, un verso e scegliamo un'unità di misura per le lunghezze.


  4. #4
    FISICO DELL' ATMOSFERA - RESPONSABILE SCIENTIFICO METEOLAND L'avatar di Andrew
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    Un altro importante fattore è la disposizione disposta dai GPT dei minimi depressionari, in seguito all'entrata d'un fronte perturbato sul centro Mediterraneo. Formaz. di tali minimi che segue l'equilibrio termodinamico del frangente climatico in cui ci si trova.

  5. #5
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    Citazione Originariamente Scritto da Andrew Visualizza Messaggio
    NO, DIREI CHE NON POSSIAMO ASSERIRE CON CERTIFICATA CERTEZZA CHE SIA LA DELOCATION DELL'HP AZZORRIANO IL MOTIVO DI CAMBIO DELLE PRECIPITAZIONI SU NS TERRITORIO.
    PUO' ESSERE DI CONCAUSA MA NON D'ASSOLUTEZZA.
    SI PUO' DEDURLO DAL FATTO CHE SPESSO ANCHE IL SUD RESTA ALL'ASCIUTTO PER LUNGHI PERIODI NON SOLO PORZIONI DEL NW O DEL NE.

    DIREI CHE C'ENTRANO L'EQUAZIONE DI VETTORIALITA' DEL MOTO , LA VELOC. DI PROPAGAZIONE I VETTORI GEOSTROFICI E NON ULTIMA L'AMPLIFICAZIONE PROPRIO DELLA MODULAZ. PLANETARIA DOVUTA A QUESTA ANOMALA ATTIVITA' COSI BASSA DEL SOLE.

    QUI TI PUOI FARE UNA [ piccola credo....ma sempre utile ] IDEA DI QUANTO DETTO SUI PRIMI FATTORI CHE HO INCLUSO : Equazione vettoriale del moto: traiettoria e legge oraria. Si dice che un corpo è in moto rispetto a un dato sistema di riferimento S, quando la sua posizione in S cambia con il tempo. Nello schema del punto materiale, le caratteristiche del movimento in S sono fornite dalla conoscenza del vettore posizione r del punto in funzione del tempo. Nel nostro concetto di tempo è implicita l'ipotesi che esso vari con continuità (sia quindi rappresentabile con una variabile continua t). A quest'ipotesi ne corrisponde un'altra sulle caratteristiche del moto: la nostra intuizione infatti ci suggerisce che, se consideriamo le posizioni di un punto materiale P ai tempi t e t + Δ t, la loro distanza sia tanto più piccola quanto più è piccolo Δ t. In termini più formali assumiamo che, per ogni fissato t, risulti .0per 0)()( →Δ→Δ+− tttt rr
    Ciò equivale all'ipotesi di continuità del moto; in linea di principio, quindi, esso può essere descritto in maniera completa mediante l'equazione vettoriale del moto: )( trr = , (3.1)
    dove r(t) è espresso mediante funzioni continue del tempo (per t variabile entro l'intervallo di tempo cui si riferiscono le osservazioni sperimentali). La validità di questa ipotesi non è contraddetta dalle indicazioni sperimentali; d'altro canto, essa non può essere provata sperimentalmente in modo diretto, stanti le ovvie limitazioni nell'effettiva realizzazione pratica del procedimento di limite per Δ t che tende a zero (questa situazione si incontra spesso nella Fisica, ove procedimenti rigorosi della Matematica vanno interpretati in modo opportuno). La funzione vettoriale r(t) può essere rappresentata per mezzo delle tre funzioni scalari
    che danno l'andamento nel tempo delle coordinate cartesiane del punto P nel riferimento S. Rappresentazioni equivalenti possono essere fornite dalle analoghe equazioni corrispondenti ad altri sistemi di coordinate (per esempio polari). Le equazioni (3-2) contengono la totalità delle informazioni cinematiche sul moto del corpo, nel sistema di riferimento scelto. Tali informazioni sono sia di tipo essenzialmente geometrico sia più propriamente fisiche: infatti, come risulterà chiaro dalla successiva analisi, le prime permettono di individuare una curva geometrica, la traiettoria, cioè l’insieme delle posizioni occupate dal punto nel suo moto; le seconde caratterizzano le modalità con cui il corpo percorre nel tempo la traiettoria. In effetti, dal punto di vista geometrico, il sistema di equazioni (3-2) è un caso particolare di rappresentazione in forma parametrica di una curva nello spazio, in cui il parametro utilizzato ha tuttavia un significato fisico speciale, essendo costituito dalla variabile tempo. Per separare in modo più diretto, nella descrizione del moto, l'aspetto geometrico da quello più propriamente cinematico, è conveniente un altro approccio, basato sulla cosiddetta rappresentazione intrinseca della traiettoria. Supponiamo di conoscere la traiettoria γ del punto materiale (in forma esplicita o parametrica). Ogni posizione su tale curva può essere individuata utilizzando un'opportuna estensione del metodo, che utilizza assi di riferimento cartesiani e le corrispondenti coordinate. A tale scopo supponiamo di rettificare la curva, trasformandola in una successione di segmenti (infinitesimi); definiamo su di essa un'origine Ω, un verso e scegliamo un'unità di misura per le lunghezze.
    Complicato ma molto chiaro e preciso come al solito. Grazie mille, mi sembra di essere tornato al liceo la fisica non è mai stata il mio forte ehehe ma paradossalmente adoro cercare di capirla in funzione della meteorologia quindi grazie mille

  6. #6
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    Si , non hai torto è complicato x chi non e' della materia.

    Riassumendo il tutto, si puo' dire che le FIG. bariche sia in terraferma ma soprattutto degli Oceani , che poi sono quelle che principalmente muovono il tutto,

    possono spostarsi coi loro GPT in seguito alla fase climatica che si stia vivendo. Di conseguenza sia la ciclogenesi che la traiettoria che poi ne è diretta conseguenza,
    cambia di latitudine e traiettoria.

  7. #7
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  8. #8
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    MEDITERRANEO, CULLA DELLE PERTURBAZIONI ATLANTICHE

    Dal vedere il nostro Mediterraneo alle prese con campi anticiclonici invadenti che non lasciavano scampo all’ingresso di perturbazioni atlantiche perché costrette a scorrere verso le alte latitudini, stiamo ora passando gradualmente a sperimentare una situazione opposta.

    Con il cambio di circolazione che è andato impostandosi all’incirca una settimana fa, ora sembra che la dinamica atmosferica prediliga proprio le nostre latitudini come via di fuga per permettere ai sistemi nuvolosi e al loro carico di precipitazioni di muoversi da ovest verso est.

    In altre parole, possiamo affermare che l’Italia è diventata un’area depressa, vale a dire una zona in cui il campo di pressione a tutte le quote risulta mediamente più basso rispetto alle aree circostanti e quindi, funzionando come una buca, è come se incentivasse le perturbazioni a caderci dentro come se fossero biglie.

    Una situazione del genere è destinata a durare nel tempo perché viene ripetutamente mantenuta in vita dalla successione degli stessi sistemi perturbati che percorrono la strada mediterranea per muoversi da ovest verso est.

    Ogni perturbazione è infatti accompagnata da una ciclogenesi più o meno profonda, cioè da un centro di bassa pressione che accompagna il passaggio della struttura frontale e che in questo modo contribuisce a rafforzare il segnale depressionario.

  9. #9
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    Era ora che il mediterraneo diventasse pozzo depressionario, è l'unico modo per risolvere un deficit pluviometrico che ci trasciniamo da anni soprattutto al sud. Purtroppo siamo sempre costretti a registrare disastri per inondazioni alluvioni ecc. e pure decessi. Noi purtroppo stiamo pagando le conseguenze di decenni di scempi sul territorio, incuria, scarsa manutenzione degli alvei, costruzioni dove non si sarebbe potuto costruire, canali e torrenti tombati e chi più ne ha più ne metta. Prima o poi la natura si riprende gli spazi che gli vengono tolti ingiustamente e lo fa senza alcuna remora. Prepariamoci a convivere sempre più con questi disastri perché l'estemizzazione del clima unita all'incuria del territorio non può che portare a questo e sarà sempre peggio se non cambierà il paradigma mentale di questo paese. Che è sempre stato questo: disastro, emergenza, gestione dell'emergenza, tempi biblici di ricostruzione, rimozione del problema in attesa del prossimo disastro, e soprattutto zero prevenzione.
    Ultima modifica di Fabio93; 29 November 2020 alle 21:32

  10. #10
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    Buonasera a tutti. Ho un quesito che mi piacerebbe approfondire con chi ne sa più di me.
    Negli ultimi anni abbiamo notato (e più volte discusso) dello spostamento dell'anticiclone delle azzorre e delle sue presunte cause e conseguenze. Una delle conseguenze che secondo me sono collegate è lo spostamento dell'asse delle precipitazioni sul nostro paese: ciò vuol dire (in linea generale, ma sempre più frequentemente) che, oltre all'aumento della violenza delle precipitazioni (meno frequenti ma più concentrate e violente), soprattutto nel periodo invernale e autunnale non vediamo più (o molto meno) le famose perturbazioni atlantiche che portavano precipitazioni soprattutto al Nord ma segnatamente su quasi tutto il territorio, mentre assistiamo ad un'abbassamento dell'asse delle perturbazioni che diventano sempre più "mediterraneo-centriche" verso meridione. Le mie domande quindi:
    1) è effettivamente dovuto allo spostamento dell'anticiclone delle azzorre?
    2) qual è la spiegazione "fisica" di tutto ciò?

    secondo me la latitanza dell'anticiclone delle azzorre a rimanere nelle zone di sua competenza ( oceano ) in inverno trova la sua chiave nelle più alte temperature oceaniche

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