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Risultati da 11 a 20 di 242

Discussione: INVERNO 2020/21' - 1A IPOTESI CON SUPPORTO A.I. [ Non è una tendenza.....ancora! ]

  1. #11
    COLLABORATORE ESPERTO
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    Speriamo che il vortice polare smetta di girare come una trottola impazzita e conceda qualche bella ondata di freddo come si deve anche da noi. Da troppo tempo il freddo e la neve vanno in nord America lasciandoci a bocca asciutta.

  2. #12
    FISICO DELL' ATMOSFERA - RESPONSABILE SCIENTIFICO METEOLAND L'avatar di Andrew
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    Il Ciclo di Schwabe e l’inverno europeoA prescindere dalla QBO, la cui interazione col ciclo di Schwabe è stata discussa precedentemente, focalizziamo oral’attenzione sull’Europa; statisticamente gliinverni europei freddi o molto fredditendono a presentarsi in prossimità delminimo solare: ne sono esempio l’inverno2006, 1996 (e il dicembre 1996), 1985-1987, 1962-1965, 1954, 1940-1942, 1901,1891-1893, ma anche alcuni invernidurante il Minimo di Dalton (primi duedecenni del XIX secolo) e molti del Minimodi Maunder (da metà Seicento a inizioSettecento). Fanno eccezione gli inverniintorno al minimo degli anni ’70 (ma il1977 è stato un inverno molto freddo per ilnord America) e quelli degli anni ’20-’30.Fig. 18; sopra, andamento del numero dimacchie solari dal XVII secolo a oggi.Considerando i soli mesi di gennaio-febbraio, ovvero quelli che sembrerebbero essere maggiormente influenzatidal ciclo di Schwabe, vediamo le anomalie di SLP durante gli inverni in prossimità del massimo e del minimosolare:Fig. 19; da sinistra, SLPA (intervalli di 0.1 hPa) durante inverni di massimo e minimo solare e differenza tra i due pattern :

  3. #13
    FISICO DELL' ATMOSFERA - RESPONSABILE SCIENTIFICO METEOLAND L'avatar di Andrew
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    La differenza tra le SLPA durante il massimo e il minimo permette di intuire una chiara predominanza del patternNAO+ durante il massimo solare, e quindi zonalità intensa; viceversa del pattern NAO- durante il minimo, conconseguente maggior frequenza di anticicloni di blocco atlantici, condizione che favorisce l’arrivo di ondate digelo sull’Europa.Il prof. Baur, negli anni 60-70, aveva scoperto che, in periodo di scarse macchie solari (numero medio mensilegeneralmente minore di 100) se la media delle macchie solari mensili nel periodo agosto-settembre è superiore aquella del periodo ottobre-novembre (indice di trend stagionale al ribasso), allora l’inverno seguente in Europarisultava essere generalmente più freddo della media.

  4. #14
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    Si nota un’ampia zona di SLPA+ sul continente (con massimi sulla Russia) e SLPA- sul sud-ovest europeo a ND;poi SLPA+ fra Inghilterra e Scandinavia e SLPA- sul sud-est europeo a JF.Il ciclo solare è anche, ma non sempre, collegato all’attività geomagnetica, misurata dall’indice AA (<16 bassa, >22alta; Mayaud 1973) che secondo alcuni studi èin grado di influenzare la SLP in alcune aree,in particolare nella regione dove risiede ladepressione islandese rafforzandola (favorendoNAO+ e quindi temperature miti sull’Europa)in caso di AA+ e viceversa, specie durante lafase di QBO- che ne amplifica gli effetti, esoprattutto nel tardo inverno (gennaiofebbraio). Sempre in periodo di QBO- l’AAindex è in grado di influenzare il comportamento del NAM (agennaio, vedi figura a sinistra); in particolare, secondo Palamara eBryant (2003), la circolazione zonale a 45-65N è più intensa durantel’AA+ (vedi immagine a destra). Non ci sono analoghe connessionicon altri mesi: solo a dicembre esiste una correlazione dipolaresimile, ma significativa solo oltre 12 km.

  5. #15
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    E'stato accennato al legame tra l’indicegeomagnetico (AA index) e la NAO. L’AA index èin pratica una misura della risposta della Terraall’attività solare (eruzioni e tempeste solari), chevaria a seconda della posizione eliografia delleeruzioni solari e delle condizioni dello spaziointerplanetario.Fig. 23; andamento dell’indice AA e della NAO.La fig. 23 mostra la correlazione tra AA index eNAO dal 1868; questa è molto positiva dal 1940 adoggi e dal 1868 al 1890, ma molto negativa nelperiodo intermedio. Questo rovesciamento dellecorrelazioni indica che l’entità dell’effetto solaresulla Terra dipende dal livello di attività solare: ineffetti, tra il 1890 e il 1940, l’attività eruttiva del soleè stata piuttosto debole. È molto difficile spiegarequesto meccanismo in termici fisici, ma molti studi si stanno muovendo in questo senso. Dal 1940 ad oggi lacorrelazione tra NAO e numero di macchie solari è invece molto minore (intorno a 0.5) sottolineandol’importanza maggiore delle eruzioni solari rispetto alle piccole variazioni undecennali del sole nel condizionare ilclima.4.1 I Galactic Cosmic RaysI Galactic Cosmic Rays sono particelle ad altissima energia che arrivano dall’esterno del Sistema Solare e sonocomposti essenzialmente da protoni, elettroni e ioni di elementi leggeri.Quando arrivano in prossimità dell’atmosfera più esterna, vengonodeviati in parte verso i poli dal campo magnetico terrestre e, penetrandonell’atmosfera, danno origine ad altre particelle (es. muoni). Da alcunianni esiste un interesse crescente verso gli effetti dei Galactic CosmicRays (GCR) sull’atmosfera e una sempre maggior consapevolezza chequesti possano essere un fattore determinante per il clima terrestre.L’intensità dei GCR, e quindi il loro potenziale effetto, è inversamentecorrelata con l’intensità delle radiazioni solari (quando il Solar Flux èbasso, i livelli di GCR sono alti e viceversa), e quindi i GCRaiuterebbero a spiegare le periodicità climatiche già collegate con ilciclo solare; in effetti, Svensmark e Friis-Christensen (1997) descrisseroi GCR come “il collegamento mancante nell’interazione tra clima e Sole. L’Arctic Oscillation (AO, fig. 28) e i GCR presentano una periodicità quasi-biennale di poco inferiore a quelladella QB; l’oscillazione quasi-biennale dei GCR si riflette inun’analoga oscillazione della nuvolosità bassa equatoriale.Quest’ultima, a sua volta, potrebbe essere il motivo della biennalitàdell’AO attraverso il meccanismo prima descritto.Fig. 28; a sinistra, AO index dei mesi gennaio-marzo dal 1950.I periodi di intensi GCR su scala quasi-biennale possono essereassociati alla QBO+; come spiegato nei capitoli precedenti, la forzadel VP dipende (anche) dalla fase della QBO: in particolare unforte VP è 3 volte più probabile durante la QBO+ (Baldwin andDunkerton 2000); inoltre, la QBO+ ha una durata maggiore intornoal minimo solare quando i livelli di GCR sono maggiori (su scalaundecennale). Abbiamo già visto che la relazione tra temperaturadel VP e fase della QBO cambia nel corso del ciclo di Schwabe: laragione di ciò può essere cercata nell’oscillazione quasi-biennaledei GCR (1.5-2.25 anni, minore della QBO). Quest’ultima sembra sia legata alle variazioni di estensione dei“ buchi ” nella corona solare (in particolare tra 50S e 50N) all’interno del ciclo solare. Ebbene, se le variazioni deilivelli di GCR corrispondenti all’area dei coronal holes influiscono sulla temperatura del VP, l’interazione dei duecicli (GCR e QBO) può risultare in un cambiamento della relazione con la temperatura nel corso del ciclo solare.Periodicità quasi- Periodicità della Periodicità Periodicità QBOBiennale dei GCR nuvolosità all’ delle SST della AO ?? (1.6-3(1.5-2.25 anni) equatore anni)Al minimo solare: QBO+ è associata ad un VP forte QBO- è associata ad un VP debole Al massimo solare: QBO+ è associata ad un VP debole QBO- è associata ad un VP forte4.5 GCR e altre periodicità multidecennaliVerranno ora presentati brevemente altri fenomeni climatici legati ai livelli di GCR; si tratta di fenomeni chepresentano una periodicità di circa 80 anni, la stessa che il ciclo solare di Gleissberg induce sui livelli di GCR.Temperature globali: temperature più basse sono associate con un tasso elevato di GCR; le temperature sonoprobabilmente modulate dal livello di nuvolosità bassa globale che è a sua volta legato in prima istanza ai GCR ma anche alla quantita' di radiazioni solari.

  6. #16
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    Ora , nonostante siamo di fronte a nuove premesse per un Inverno che si presenti davvero in OLD STYLE , cioe' tipo anni 70' -80' senza andare a scomodare i piu' epici d'un secolo fa' perche' non serve a nulla visto che s'era in BEN ALTRA FASE CLIMATICA, tuttavia siamo perlomeno da 3 o 4 anni, che ad ogni vigilia di buone premesse poi viceversa si resta abbastanza delusi come per gli ultimi recenti.

    Questo perche' in questa fase Climatica sono molto piu' possibili delle fasi seppur brevi anche piuttosto intense, sia di freddi che di caldi momenti, che in assoluto una STAGIONALITA' INTERA. E soprattutto le ESTATI come si puo' ben notare , restano piuttosto calde e siccitose.

    Ora nuovamente degli INDEX propendono per una stagione come detto "Old Style" ma .. .. .. .. ,, ,, viceversa io credo ancora a delle fasi , possibilm. ancora piu' acuite delle precedenti. Vedremo col decorrere dei giorni e con gli UPDATE in corso d'opera.

    Il prox. , a fine Settembre. -

  7. #17
    ESPERTO L'avatar di PaoloCH
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    Buonasera a tutti! Quindi propendi di più per una stagione orientata al dinamismo giusto? Alternanza di fasi altopressorie con fasi perturbate....
    Quando dici che prevedi fasi ancora più acuite, intendi a periodi più freddi? Magari non lunghi ma tosti?
    Ultima modifica di PaoloCH; 10 September 2020 alle 20:21

  8. #18
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    Aggiornamento ENSO, non avremo l'ingerenza del NINO, ormai assodato:
    https://www.cpc.ncep.noaa.gov/produc...y/ensodisc.pdf
    Ultima modifica di Fulvio; 10 September 2020 alle 20:20

  9. #19
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    Citazione Originariamente Scritto da Fulvio Visualizza Messaggio
    Aggiornamento ENSO, non avremo l'ingerenza del NINO, ormai assodato:
    https://www.cpc.ncep.noaa.gov/produc...y/ensodisc.pdf
    Sembrerebbe Nina strong dai prossimi mesi ma solo uno dei tanti fattori che condizioneranno il nostro inverno, ci vuole un po' di fortuna ogni tanto altrimenti queste fasi saranno sempre negative nel nostro orticello. Certo è che l'anno scorso l'inverno non c'è stato proprio alle medie latitudini in tutta Europa e non solo, quindi non siamo stati sfortunati semplicemente il VP ha girato a mille per tutta la stagione. Ciò non penso che ricapiterà quest'anno ma la stagione è tutta da decifrare.

  10. #20
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