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Discussione: Didattica ad alto valore scientifico

  1. #1061
    FISICO DELL'ATMOSFERA, RESPONSABILE SCIENTIFICO METEOLAND L'avatar di Andrew
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    QUESITO 1 = A causa della curvatura terrestre la radiazione in arrivo dal sole varia con la latitudine, che misura la distanza di un punto dall’equatore: la radiazione solare si distribuisce su un’area più ampia ed è, quindi, più “diluita” alle latitudini maggiori mentre è più “concentrata” vicino all’equatore. Questo fatto, unito alla predominanza di superfici coperte di ghiacci e nevi ai poli, fa sì che le alte latitudini assorbano meno radiazione solare di quelle prossime all’equatore. Anche l’inclinazione dell’asse di rotazione terrestre, cui si deve l’alternanza delle stagioni, fa sì che le regioni polari non vedano la luce del sole durante l’inverno.

  2. #1062
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    QUESITO 4- Diversi studi scientifici condotti negli ultimi 30-40 anni hanno mostrato che un altro effetto del recente riscaldamento è la così detta “espansione della fascia tropicale”. Con essa si intende un’amplificazione del meccanismo di trasporto di calore operato dalla cella di Hadley e un conseguente spostamento verso le latitudini più prossime alla fascia temperata delle zone anticicloniche di alta pressione, secche e desertiche, associate al ramo discendente della cella.A risentirne maggiormente sono le regioni a cavallo tra i tropici e le medie latitudini, come ad esempio il Mediterraneo settentrionale che include l’Italia. Sempre più spesso durante il periodo estivo, infatti, assistiamo all’ingresso sul nostro territorio di anticicloni africani, che sono molto più caldi e afosi di quello delle Azzorre con cui eravamo più soliti avere a che fare. Ciò ha già portato a modifiche in molti aspetti del ciclo idrologico, che vanno dall’aumento delle ondate di calore e della durata e intensità dei periodi siccitosi, a quello delle precipitazioni intense, aspetti solo in apparenza in contraddizione. L’“allargamento dei tropici”, quindi, non è solo un cambiamento “geografico” ma ha forti implicazioni legate soprattutto ai cambiamenti nella quantità e disponibilità di acqua, un bene essenziale per gli ecosistemi e per le società.
    Effetto serra naturale e effetto serra antropico
    La radiazione solare attraversa l’atmosfera e, là dove non viene riflessa, riscalda la superficie terrestre, che a sua volta emette verso l’alto radiazione infrarossa, cioè calore. Manca ancora un elemento a questa storia. Il calore emesso dalla superficie andrebbe completamente perso verso lo spazio se una parte non fosse intrappolata dai gas serra presenti nell’atmosfera (vapore acqueo, anidride carbonica, metano, protossido di azoto, ozono e altri) e riemessa, anche verso la superficie. Se così non fosse il nostro pianeta avrebbe una temperatura media della superficie di circa -18°C, invece dei +15°C attuali, e sarebbe un pianeta congelato e invivibile. A partire dalla rivoluzione industriale, tuttavia, le attività umane hanno portato a un rapido aumento delle concentrazioni naturali di gas serra in atmosfera, primo fra tutti l’anidride carbonica, causando il “riscaldamento globale”.

  3. #1063
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    Ultimo q. -

    durante l'irradiazione sol. , la terra ri-emette radiaz. All'infrarosso .

  4. #1064
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    Bocciata.... ahahah....

  5. #1065
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    Citazione Originariamente Scritto da Francesca Visualizza Messaggio
    Bocciata.... ahahah....
    Nooo...., solo corretta ove occorreva.

  6. #1066
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    Estati nel Med calde [ o molto calde..] o sottonorma ; tra le cause il Monsone di Guinea e l'Indiano. Gia' .. .. . .ma se i MONSONI SI GENERANO PER FORTE DIFFERENZA TRA OCEANO E CONTINENTI DATI DALL'IRRADIAZIONE SOLARE E TALI VENTI PERIODICI SPIRANO PIU' VIOLENTI QUANDO LA PHASE SOLARE E' ALTA , COME MAI SE SIAMO DA TEMPO IN LOW ACTIVITY QUINDI CON IRRADIAZIONE PIU' BASSA , ESSI SPIRANO UGUALMENTE CON FORZA .. ?'' E CI RELEGANO COME DETTO AD ESTATI TORRIDE CON L'ITCZ MOLTO ALTA.. ?'

    Ripasso sull'attivita' e genesi -
    Gli oceani si raffreddano meno dei continenti e diventano zone di bassa pressione verso le quali spirano i monsoni invernali, provenienti dalla terra e quindi portatori di aria secca. Il monsone invernale, che spira da dicembre a febbraio-marzo, contribuisce a rendere il clima mite e gradevole.
    Durante l’inverno, l’enorme massa continentale dell’Asia si raffredda, mentre l’Oceano Indiano e l’Oceano Pacifico meridionale, mari equatoriali, mantengono le loro acque piuttosto calde: sulla massa continentale si forma un’enorme zona di alta pressione, sul mare una zona di bassa pressione. Perciò le masse d’aria si spostano dalla terra verso il mare, e quindi in inverno venti secchi e abbastanza freddi spirano dall’interno dell’Asia verso l’Oceano Indiano.
    In estate si ha una inversione del fenomeno: l’insolazione riscalda il continente molto più dell’oceano, per cui la distribuzione della pressione si inverte: bassa sul continente ed alta sull’oceano. Di conseguenza si inverte anche la direzione dominante dei venti, che ora spirano dal mare verso terra. La risalita dell’aria marittima, umida, lungo i rilievi, ne provoca il raffreddamento con conseguente condensazione del vapore ed intensissime precipitazioni. Le zone monsoniche, nonostante la siccità invernale, nell’arco dell’anno sono le più piovose del pianeta.

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