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Discussione: 2025/ new step climatico.

  1. #211
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    Citazione Originariamente Scritto da andrew Visualizza Messaggio
    Prossimamente [tra qualche gg.] vedremo le ultime novita' sul tema CHANGE DAL 2025, SI o NO. . . . ?'
    Un saluto a tutti. Prof ci sarà sto benedetto change dell'assetto climatico in Europa da qui ai prossimi anni? Penso che la combinazione tra inversione del ciclo dell'AMO e la bassa attività solare dovrà avere per forza degli effetti significativi prima o poi. Aspettiamo le tue preziose analisi (e speriamo ci tirino un po su aiutandoci ad affrontare meglio questi tempi duri in attesa di una svolta fresca e instabile )

  2. #212
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    Cmq senza fretta, era giusto per dire.

  3. #213
    FISICO DELL'ATMOSFERA L'avatar di andrew
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    Se l' AMO fa retro, forse qualche chance in più l'abbiamo , il Sole invece si vede da anni basso ma il caldo vi sembra calato? L'AMO è un multidecennale, quindi non è chiaro il suo punto di change esatto. Le estremizzazione continueranno, purtroppo ne sono certo, vedremo ancora un Clima estremo per anni.
    Un change definitivo...? In quale senso....? Siamo in periodo d' estremi e in queste fasi change opposti sono difficili a breve.

  4. #214
    FISICO DELL'ATMOSFERA L'avatar di andrew
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    https://climatechangenews.it/cambiam...cause-effetti/

    Questo thread ha raggiunto la cifra record d'oltre le 120mila visualizzazioni. Me ne compiaccio con gli utenti. Bravi a saper leggere.

  5. #215
    ADMIN AND WEATHER EXPERT L'avatar di Fulvio
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    Citazione Originariamente Scritto da andrew Visualizza Messaggio
    https://climatechangenews.it/cambiam...cause-effetti/

    Questo thread ha raggiunto la cifra record d'oltre le 120mila visualizzazioni. Me ne compiaccio con gli utenti. Bravi a saper leggere.
    Grazie a tutti e grazie a te Andrea. Facciamo sempre del nostro meglio per questa bella scienza e non [scenza] come dice qualcuno.

  6. #216
    FISICO DELL'ATMOSFERA L'avatar di andrew
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    Citazione Originariamente Scritto da Fulvio Visualizza Messaggio
    Grazie a tutti e grazie a te Andrea. Facciamo sempre del nostro meglio per questa bella scienza e non [scenza] come dice qualcuno.
    Ti ringrazio io Fulvio, per aver dato spazio da anni [ ed oramai son quasi otto..] alla divulgazione SCIENTIFICA senza parzialita' e faziosita' come in altri lidi,

    ed aver reso un FORUM, questo di MTLand , obbiettivo e realista come questa "S"cienza richiede !

  7. #217
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    Buonasera gruppo di Meteoland....volevo postare questo articolo per poi avere dei riscontri da voi esperti..
    Come sempre un mandi dal Friul

    In questo post voglio fare chiarezza su quali siano le “basi” che comportino raffreddamenti climatici duraturi in ambito europeo.
    Le chiavi di volta del clima europeo sono il Nord Atlantico e la Scandinavia. Diversamente a quel che può essere il pensiero comune, la Siberia durante tali fasi sperimenta un clima più mite e temperato, e il vortice polare si divide in due lobi semipermanenti, uno sul Canada e l’altro sulla Scandinavia. Secondo punto, requisito immancabile nei periodi glaciali, è l’espansione dei ghiacci, specie quelli continentali.
    Avere una maggiore superficie ghiacciata, comporta un aumento dell’effetto albedo, ossia il raffreddamento della colonna d’aria sovrastante il ghiaccio ed un aumento di immissione di acqua fredda dolce in oceano, raffreddandolo e rallentandone le correnti termoaline. La Siberia, per fare il punto, non si presta per nulla allo sviluppo di ghiacciai. Essa è una vasta zona estremamente secca, non avendo particolari contributi umidi (a ovest c’è un continente, a nord il mare ghiacciato e a sud il deserto del Gobi). Di conseguenza nevica in genere poco, e non a sufficienza per creare ghiacciai. Punto 2: la presenza del mare, oltre a rappresentare una fonte di vapore acqueo costante, serve a immagazzinare il freddo dell’inverno e delle gelide acque che affluiscono durante il disgelo. Ne consegue che la Siberia ha un clima continentale, e in estate la temperatura può anche superare i 30 gradi. Verhojansk passa dai -60 in inverno fino in taluni casi a 35 gradi in estate. Ciò è sfavorevole al mantenimento del ghiaccio invernale.
    Per far si che si sviluppino i ghiacciai, c’è bisogno di una bassa escursione termica tra estate e inverno, in modo tale che il ghiaccio si conservi durante la bella stagione (con la possibilità di nuove nevicate) e venga così accumulato di anno in anno. In Scandinavia, ciò è possibile: tale penisola è quasi interamente circondata da mare: a sud il mar Baltico e il Mediterraneo, a ovest l’immenso oceano atlantico e a nord il Mare di Barents. Insomma, una enorme quantità di vapore acqueo a disposizione. Inoltre, essa è attraversata da una vasta catena montuosa, Alpi Scandinave, che non di rado raggiunge i 2.000 metri, prestandosi ottimamente ad accumulare ghiaccio.
    Un raffreddamento climatico inizia quando Canada, zone montuose, Usa nord orientali, Groenlandia, Scandinavia e Islanda iniziano a non vedere sciogliersi completamente il ghiaccio accumulato in inverno e inizio primavera, con persistenza di situazioni climatiche fredde e perturbate pure in estate (con possibilità di nuovi accumuli).
    Nel giro di pochi anni, i singoli nevai isolati che resistono al periodo estivo, cominciano ad unirsi a creare ghiacciai via via più grandi. L’effetto Albedo inizia a diventare potente, così come il raffreddamento dei mari circostanti.


    Sopra la ricostruzione geografica del Nord Europa intorno al 9.000 a.C. Da notare come mentre il resto d’Europa sia scongelato, la penisola scandinava sia ancora coperta di ghiaccio.
    Ed è allora, che anche le regioni più a sud iniziano a sperimentare situazioni climatiche via via più fredde e perturbate per gran parte dell’anno. I ghiacciai alpini, sui Carpazi e i Pirenei iniziano rapidamente a espandersi, così come sugli altipiani Usa (monti appalachi in primis). A seconda del raffreddamento e dell’estensione dei ghiacci, gran parte delle città poste oltre il 50 esimo parallelo nord (fin verso il 40 esimo in Usa) possono diventare inabitabili (troppa neve in inverno e primavera, estati corte e fredde che non permettono di effettuare i raccolti, consumi troppo alti e costanti per il riscaldamento, boom di malattie respiratorie, trasporti spesso paralizzati) e devono essere evacuate.
    Ci rivediamo nella seconda parte per capire come può verificarsi ciò, e quali siano le “tappe” dello sviluppo di tali eventi.
    Buona serata........

  8. #218
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    Citazione Originariamente Scritto da loris Visualizza Messaggio
    Buonasera gruppo di Meteoland....volevo postare questo articolo per poi avere dei riscontri da voi esperti..
    Come sempre un mandi dal Friul

    In questo post voglio fare chiarezza su quali siano le “basi” che comportino raffreddamenti climatici duraturi in ambito europeo.
    Le chiavi di volta del clima europeo sono il Nord Atlantico e la Scandinavia. Diversamente a quel che può essere il pensiero comune, la Siberia durante tali fasi sperimenta un clima più mite e temperato, e il vortice polare si divide in due lobi semipermanenti, uno sul Canada e l’altro sulla Scandinavia. Secondo punto, requisito immancabile nei periodi glaciali, è l’espansione dei ghiacci, specie quelli continentali.
    Avere una maggiore superficie ghiacciata, comporta un aumento dell’effetto albedo, ossia il raffreddamento della colonna d’aria sovrastante il ghiaccio ed un aumento di immissione di acqua fredda dolce in oceano, raffreddandolo e rallentandone le correnti termoaline. La Siberia, per fare il punto, non si presta per nulla allo sviluppo di ghiacciai. Essa è una vasta zona estremamente secca, non avendo particolari contributi umidi (a ovest c’è un continente, a nord il mare ghiacciato e a sud il deserto del Gobi). Di conseguenza nevica in genere poco, e non a sufficienza per creare ghiacciai. Punto 2: la presenza del mare, oltre a rappresentare una fonte di vapore acqueo costante, serve a immagazzinare il freddo dell’inverno e delle gelide acque che affluiscono durante il disgelo. Ne consegue che la Siberia ha un clima continentale, e in estate la temperatura può anche superare i 30 gradi. Verhojansk passa dai -60 in inverno fino in taluni casi a 35 gradi in estate. Ciò è sfavorevole al mantenimento del ghiaccio invernale.
    Per far si che si sviluppino i ghiacciai, c’è bisogno di una bassa escursione termica tra estate e inverno, in modo tale che il ghiaccio si conservi durante la bella stagione (con la possibilità di nuove nevicate) e venga così accumulato di anno in anno. In Scandinavia, ciò è possibile: tale penisola è quasi interamente circondata da mare: a sud il mar Baltico e il Mediterraneo, a ovest l’immenso oceano atlantico e a nord il Mare di Barents. Insomma, una enorme quantità di vapore acqueo a disposizione. Inoltre, essa è attraversata da una vasta catena montuosa, Alpi Scandinave, che non di rado raggiunge i 2.000 metri, prestandosi ottimamente ad accumulare ghiaccio.
    Un raffreddamento climatico inizia quando Canada, zone montuose, Usa nord orientali, Groenlandia, Scandinavia e Islanda iniziano a non vedere sciogliersi completamente il ghiaccio accumulato in inverno e inizio primavera, con persistenza di situazioni climatiche fredde e perturbate pure in estate (con possibilità di nuovi accumuli).
    Nel giro di pochi anni, i singoli nevai isolati che resistono al periodo estivo, cominciano ad unirsi a creare ghiacciai via via più grandi. L’effetto Albedo inizia a diventare potente, così come il raffreddamento dei mari circostanti.


    Sopra la ricostruzione geografica del Nord Europa intorno al 9.000 a.C. Da notare come mentre il resto d’Europa sia scongelato, la penisola scandinava sia ancora coperta di ghiaccio.
    Ed è allora, che anche le regioni più a sud iniziano a sperimentare situazioni climatiche via via più fredde e perturbate per gran parte dell’anno. I ghiacciai alpini, sui Carpazi e i Pirenei iniziano rapidamente a espandersi, così come sugli altipiani Usa (monti appalachi in primis). A seconda del raffreddamento e dell’estensione dei ghiacci, gran parte delle città poste oltre il 50 esimo parallelo nord (fin verso il 40 esimo in Usa) possono diventare inabitabili (troppa neve in inverno e primavera, estati corte e fredde che non permettono di effettuare i raccolti, consumi troppo alti e costanti per il riscaldamento, boom di malattie respiratorie, trasporti spesso paralizzati) e devono essere evacuate.
    Ci rivediamo nella seconda parte per capire come può verificarsi ciò, e quali siano le “tappe” dello sviluppo di tali eventi.
    Buona serata........
    Arrivarci a tutto ciò.......

  9. #219
    FISICO DELL'ATMOSFERA L'avatar di andrew
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    Ah, c'è pure una 2a parte. . . ?'' Ma bene. . .

  10. #220
    FISICO DELL'ATMOSFERA L'avatar di andrew
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    Cmq caro loris, da quel che ho capito nei tuoi interventi sei parecchio [ moltino…] interessato ai change Climatici e quant'altro, giusto ?''

    Allora ricordiamo i quattro [4] ++ importanti fattori del cambio del Clima sulla Terra:

    Precessione e Nutazione dell'ellittica -

    Attivita' Solare -

    Index Multidecennali -

    SSta Oceaniche -

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