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Agosto tra onde calde e break instabili.

Venerdì 22 Luglio 2016 21:38

Manca una sola decade al mese delle vacanze per eccellenza, di molti, di quasi tutti, e cosa attendersi per il suddetto mese quest'anno? Le dinamiche di quest'estate le abbiamo oramai viste e imparato a conoscerle, sono caratterizzate da flussi freschi che s'alternano a fasi calde, quindi per chi un pochino di meteo-materia ne mastica, sa che cio' significa scambi verticali in atmosfera sopra le nostre teste, cieli dell'Emisfero Boreale porzione  Euro Mediterranea. Sara' dunque cosi' anche per Agosto? Forse si, la percentuale non s'è abbassata di molto. Ma credo che siamo sostanzialmente pero' entrati nella fase piu' HOT, di questa Summer 16', e che vi sia la CONCRETA POSSIBILITA' d'assistere da qui a meta' del prossimo mese, perlomeno ad un paio d'onde mobili CALDE, forse le più calde di quest'estate Italiana. Cio' sarebbe favorito dalla latitanza/lontananza, dell'ancora tanto atteso e sperato Anticiclone Azzorriano, che come sovente qui a MTL accennato, avendo "spostato" i suoi GPT [geopotenziali] piu' verso Sw in Atlantico, fatica ad espandersi in sede Mediterranea con il flux poi, che questa duplice stagionalita', primavera /estate ha mostrato sempre attivo da Nord Atlantico, la cosa s'è complicata se vogliamo ancor piu'. Agosto per cui, tra caldo e ..., si dei Break saranno sempre possibili e secondo il mio punto di vista assolutamente da mettere in conto, perché il quadro sinottico patternistico lo dice, non certo il sottoscritto che deve per forza di cose attenervisi. Caldo e Break quindi. Ma quanto caldo, e quando..., be' questa è un analisi generale amici, non una previsione a 3/4 o 7 giorni. Per quelle ci sara' Fulvio, al quale saro' lieto di collaborare. Per ora questo è un 1° focus sul fine mese e prossimamante arriveranno sicuri come sempre aggiornamenti. Buona estate.

Andrew  & Frank.

Un grazie ai nostri super esperti che ci onoriamo di ospitare. La mia modesta analisi non differisce e non potrebbe essere altrimenti, da quella dei nostri due. Agosto, onde calde e break instabili con annesso calo termico e speriamo di no eventi violenti. Nella cartina che riporta l'outlook NASA per il prossimo mese si vede una certa riduzione del sopra media termico, tuttavia ciò potrebbe essere dovuto agli importanti ribassi in fase instabile che bilancerebbero i picchi delle ondate di calore. Anche le precipitazioni risentiranno dei picchi delle suddette fasi instabili. Ulteriori aggiornamenti a tempo debito, intanto buona estate anche da parte mia.

 

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UPDATE ESTATE 2016 - RIMONTA AFRICANA IN ARRIVO

Sabato 16 Luglio 2016 18:09

OUTLOOK del 16 / 07 -

Come potuto notare, piena conferma del Break previsto dal lontano inizio mese, piogge e fenomeni vari, talvolta anche violenti ma s'era avvisato per tempo debito di quel che poteva accadere, nonostante taluni (pochi in verita'..) scetticismi che come sempre trovano nella nostra cultura , modo e tempi per ....inculcarsi. Ma lasciano appunto, quel tempo li', che trovano. Venendo alle cose importanti di quest'aggiornamento, rendiamoci conto che stiamo in UNA STAGIONE DALLE FASI ALTERNE..! Cosa significa in due parole : che sara' difficile che ESSA presenti un volto PIU' STABILE D'UN ALTRO QUALSIASI, questo a causa dell'evoluzione del VP e conseguente JS n°1, ereditato dalla scorsa primavera. Un flux che s'è mantenuto piu' basso del consueto, RELEGA APPUNTO A FASI INCONSUETE DEL TEMPO e ai ribaltoni cui assistiamo. A proposito di ribalte, ora come gia' annunciato da piu' giorni, [e con scetticismi qua' e la'...] invece CONFERMO quest'analisi ed anche la NEW PHASE HOT, O VERY HOT, SOPRATTUTTO PER IL CENTRO SUD, TUTTO MA DIREI IN PARTENZA  LUNEDI/GIOVEDI] ANCHE PER IL NORD ITALIA, PADANIA COMPRESA, PER L'ASSE DEL PROMONTORIO NETTAMENTE DI MATRICE SUBTROPICALE, (non potrebbe essere altrimenti..., e pensar che molti s'attendevano l'Azzorr., . . . binario morto! ] di direttrice S-SW/N-NE, typic di quando un bel "naso" AFRO, s'espande dall'Algeria > asse IBERICO -BALEARI >> LIGURE SETTENTR. D'ITALIA, per poi adagiarsi la BOLLA o meglio "Spanciarsi " come solito fare in questi casi, in senso orario, quindi verso NE>E>SE>.... Caldo, quindi amici. Con punte vicine ai 38° o 40° C. per alcune zone. Subentrera' l'afa dopo circa. 7 giorni. dall'essere in corso quest'avvento. FORSE UN ALTRO BREAK A FINE PERIODO, INTORNO AL 28/29 LUG. Ma concedetemi un aggiornarmi. Grazie in fede

Andrew

Ecco il possiibile prossimo break estivo di cui parla Andrew, dal 29 Luglio, ma io mi auguro prima, una saccatura atlantica cercherà, perchè non è detto ci riesca....di rompere il dominio anticiclonico, se l'operazione andrà in porto avremo qualche giorno, non si può a così lunga distanza fare affermazioni certe, di instabilità e calo termico. Rimanete connessi, ai prossimi aggiornamenti.

Fulvio

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Tieni d'occhio, temperatura, precipitazioni e vento nelle prossime ore.

Ultimo aggiornamento Domenica 17 Aprile 2016 21:45

 

 

 

 

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L'EREDITA' RADIATIVA D'UN NINO FORTE: (effetti OLR ed ENC)

Martedì 05 Aprile 2016 21:19

La 1a parte l'avrete compresa ma subito vi starete domandando, cosa diamine significano quelle due strane sigle in parentesi; ve lo spiego subito, cari amici. Le due sigle , stanno , la 1a per OUTLONG LONGWAVE RADIATION- la 2a, invece coesiste nella correlazione tra fase EL Nino e la 1a, insieme ad altri parametri, sempre correlabili sopratutto, alla fase discendente del fenomeno, come questa che attraversiamo e l'instaurarsi dell'onda primaria al suo seguito, nonché al ristabilirsi nell'enorme piscina Pacifica, delle condizioni di ripristino degli Alisei, che solitamente vengono a cessare durante la phase 1.2, del Nino. Ora vi saranno due importanti fattori: il riaffioramento di acque piu' profonde del Pacifico e la transizione delle stesse ma piu' superficiali (sst) verso una porzione occidentale dello stesso Oceano, ristabilendo quelle condizioni, pre Luglio scorso, allorquando il fenomeno inizio' a comporsi. Quindi, quale sara' l'effetto "radiativo" del fenomeno, nelle sue peculiarita'? Subito viene da pensare ad un estate piu' o comunque , calda o molto calda. Non proprio e' cosi'. Soprattutto nel nostro  Emisfero. A volte, sapete, lo scotto, s'è pagato alcuni anni dopo. L'esempio piu' calzante? il Nino del 1998. Degli effetti sarebbero stati addirittura effettuati sull'estate del 2003. Gia', perché le dinamiche atmosferiche non sono cosi' ben conosciute e approfondite come si crede. No. Sono solo apprese al 55/60% . C'è ne è , come si puo' notare di strada da fare. Per cui, che sara' della prossima stagione avvenente? Calda, molto , poco o .... Un evento ESE (Stratospheric extr. event) s'è verificato. Comporta delle fasi tardive fredde per l'emisfero. Gli USA, depongono molto bene a questa tesi con le prossime proiezioni che indicano una fase cruenta fredda, proprio a questa causa determinante. E noi, qui in Euro zone? In asse Euro-Med, le cose si complicano. Per due cause principali - : la 1a, e che noi abbiamo gli effetti da "rimbalzo" della Wave1, sul comparto nord Atlantico. La 2a, è che , con il Mediterraneo e l'orografia del territorio, le cose per noi si complicano. Quel che in conclusione si puo' dire in questa disamina, che serve a comprendere gli effetti su scala prodotti dai due fenomeni citati nel titolo e che, anche sull'asse Euro Mediterraneo in questo scorcio primaverile, avvertiremo la RIDONDANZA, dell'effetto sull'onda1 (Wave1). E che percio', le dinamicita' atmosferiche saranno presenti, senz'altro, come una prossima, E QUESTA E' UN ANTICIPAZIONE , ELEVAZIONE ALQUANTO "ANOMALA" DELL'HP AZZORRIANO SULL'ATLANTICO, LA QUAL COSA COMPORTERA' UNA DISCESA FREDDA ARTICO-MARITTIMA. SUL COMPARTO EURO , MA PIU' OCCIDENTALE [FRANCIA -SPAGNA]. Qualche effetto anche per noi...? Forse, piu' x il nord ovest Mediterraneo. Vedremo. Ma c'è un ultimo aspetto - Attenti : potremo avere, specie in fine 2a decade o al massimo in 3a d'Aprile, una prima forte rimonta dall'Hp SUBTROPICALE. Anche questo, e piu' volte dallo scorso Autunno , con il Nino gia' conclamato, lo dissi, anche questi son gli effetti di un simile pattern climatico, quello di questi ultimi sei mesi. Saluti cordiali a tutti i lettori.

Andrew

 

La Pressione e l'Atmosfera

Domenica 28 Novembre 2010 11:26

In questo articolo ci concentreremo su due concetti solo apparentemente semplici che costituiscono la base per le conoscenze necessarie ad un meteorologo (improvvisato e non). Cominciamo con alcune definizioni "di base":

  • Si definisce PRESSIONE una grandezza fisic a ottenuta dal rapporto tra il modulo (= grandezza o numero considerato senza segno "+" o segno "-") di una forza agente ortogonalmente (cioè su un piano immaginario di assi ortogonali formato da "ascisse" e "ordinate") su una superficie e la superficie stessa p=F/S
  • Si definisce ATMOSFERA l'insieme di gas che circondano un corpo celeste, le cui molecole sono trattenute dalla forza di gravità del corpo stesso

Partendo da queste due prime definizioni possiamo andare maggiormente nel dettaglio e definire l'atmosfera terrestre e la pressione atmosferica, termine quest'ultimo ricorrente nelle previsioni meteorologiche.

Che cos'è l'atmosfera terrestre?
L'atmosfera terrestre è appunto l'involucro di gas che compone il pianeta Terra; questo involucro nel complesso viene definito semplicemente "aria" ed è formato da Azoto (N 78,03%), Ossigeno (O2 20,95%), Vapore Acqueo, Neon, Ozono, Biossido di Carbonio, Elio,Metano, Idrogeno, Kripton, Xeno (% restante).
L'atmosfera terrestre è suddivisa anzitutto in due grandi "macro-aree" che si differenziano principalmente per la combinazione dei diversi gas ricordati prima: la prima, l'omosfera (da 0 a 100 km di quota) è caratterizzata da un'omogeneità nella composizione media dei gas non varia; la seconda, l'eterosfera (oltre i 100 km di quota) è caratterizzata da un cambiamento nella composizione media dei gas che tendono ad una prevalenza dei gas leggeri (ad esempio Elio e Idrogeno) man mano che si sale di quota [è il cosiddetto equilibrio diffusivo].

 


Un'ulteriore suddivisione dell'atmosfera terrestre viene di norma effettuata...

 

...in base a diversi parametri, primo fra tutti la temperatura che si registra alle diverse quote nella varie fasce; abbiamo così:

1) La troposfera (dai 0 km a 18 km di quota) che subisce l'influenza del riscaldamento della superficie terrestre e quindi ha una temperatura media che varia dai 15 gradi registrati al suolo ad una temperatura di circa -60 gradi.
Dal punto di vista strettamente "meteorologico" questa fascia dell'atmosfera terrestre è decisamente la più importante perchè è proprio in questo strato che si registra la presenza maggiore di vapore acqueo ed è quindi qui che si verificano la quasi totalità dei fenomeni meteorologici di rilievo, grazie anche alla notevole quantità di moti orizzontali e verticali di correnti che permettono una notevole dinamicità delle condizioni atmosferiche: l'aria degli strati più bassi, che tende a salire, genera grandi correnti convettive da cui hanno origine venti equatoriali costanti (gli alisei) e le perturbazioni atmosferiche. E' quindi a questo strato che le misurazioni relative alla pressione atmosferica fanno riferimento. E' interessante evidenziare come la zona di "passaggio" dalla troposfera alla sezione successiva sia anch'essa di rilevanza particolare per le condizioni atmosferiche al suolo: stiamo infatti parlando della cosiddetta "tropopausa" cioè quella sezione posta tra la troposfera e la stratosfera caratterizzata dalla presenza di forti venti che soffiano a velocità molto elevata (si parla di 110 km/h in media) in presenza di una temperatura di circa -55 gradi centigradi. Queste correnti, dette jet stream (correnti a getto) ruotano intorno alla Terra in direzione sostanzialmente "Ovest-Est" e hanno la peculiarità di essere lunghe e sottili, cioè si estendono sostanzialmente per migliaia di chilometri mentre hanno un'altezza di pochissimi chilometri. Le correnti a getto di cui stiamo parlando sono sostanzialmente due, quella polare e quella subtropicale e costituiscono un importante "filtro" che impedisce all'atmosfera che respiriamo di disperdersi oltre i 18 km di quota contribuendo così a determinare, insieme ad altri fattori, quella variabilità atmosferica che rende possibile quei fenomeni che sono oggetto della scienza meteorologica.

2)La stratosfera (dai 18 km di quota circa fino a 50-60 km di quota) è il secondo strato dell'atmosfera terrestre, caratterizzato diversamente dal primo da una bassa quantità di anidride carbonica (siamo quindi in presenza di aria "pulita") per cui è difficile che si formino nubi consistenti, se si escludono le cosiddette "nubi madreperlacee" che ovviamente non sono in grado di creare delle precipitazioni. La situazione relativa alla temperatura in questa sezione cambia radicalmente rispetto alla precedente: se prima essa diminuiva con l'aumentare della quota, qui invece si riscalda passando dai circa -50 gradi della tropopausa fino agli zero gradi registrati nella zona di passaggio allo strato successivo (intorno ai 50 km di quota circa). Le molecole della stratosfera sono quindi caratterizzate da una temperatura maggiore rispetto a quelle presenti nella troposfera e liberano di conseguenza maggiore energia [si tratta di un principio fisico di natura elementare] pertanto si attiva quel meccanismo di blocco (solitamente indicato con il nome di "blocco della Tropopausa") ricordato prima. Da evidenziare (alla quota di 30-40 km) la presenza della ben nota fascia di Ozono che blocca il 99% dei raggi ultravioletti dannosi provenienti dal Sole, senza la quale si verificherebbe un aumento della temperatura media dell'intero Pianeta. La presenza di questo strato di Ozono è verosimilmente la causa di un'altra inversione termica che si verifica alla fine della stratosfera dove la temperatura torna a diminuire con l'aumento della quota.

3) La mesosfera (dai 50 ai 100 km di quota circa) è la terzultima zona dell'atmosfera: qui la temperatura torna a scendere dallo zero fino a circa -80 gradi centigradi ed è la zona in cui vengono "filtrati" e distrutti i piccoli oggetti che provengono dallo spazio (come le meteoriti).

4) La termosfera (circa dai 100 ai 200 km di quota) è il penultimo strato dell'atmosfera caratterizzato da altissime temperature (nuova inversione termica dai -90 della mesosfera fino agli oltre 1000 gradi centigradi ai 500 km di quota) causato dalla presenza di molecole "leggere" che possiedono una forte energia cinetica e quindi disperdono molto calore.

 

5) L'esosfera (circa dai 200 km ai 960 km di quota) è l'ultimo strato dell'atmosfera caratterizzato da temperature superiori ai 1220 gradi, anche a causa della diretta influenza dei raggi x e ultravioletti provenienti dal Sole.

 

La suddivisione dell'atmosfera

 

 

Cos'è la pressione atmosferica?
La pressione atmosferica è la forza esercitata su qualsiasi punto dell'atmosfera terrestre o più precisamente "il peso esercitato da una colonna d'aria alta quanto l'atmosfera". L'unità di misura utilizzata anticamente era il millimetro di mercurio, ovvero quell'unità di misura derivante dal famoso "Esperimento di Torricelli" che per primo studiò e tentò di inquadrare la pressione atmosferica. Oggi l'unità riconosciuta all'interno del Sistema Internazionale è l'ETTOPASCAL (hPa) che corrisponde, per comodità e continuità con il passato, al "millibar" (mb) utilizzato fino ad una decina di anni fa. Collegandoci alla definizione generale di "pressione", definizione quindi di natura fisica, la pressione atmosferica è il risultato del rapporto tra una forza (unità di misura il NEWTON [N]) ed una superficie (unità di misura il METRO QUADRO [m2]) corrispondente appunto all'Ettopascal. Riassumendo tramite una formula:

p =1 mb =100Pa = 1 hPa = 100 N/m2

 

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